Virus respiratorio sinciziale: il peso epidemiologico negli adulti e il ritardo nella strategia vaccinale italiana

Roma, 6 agosto 2026 (Agenbio) – Il virus respiratorio sinciziale è noto principalmente come causa di bronchiolite nei neonati, ma il suo peso epidemiologico negli adulti — in particolare anziani e pazienti con patologie croniche — è rimasto a lungo sottostimato e quasi invisibile nel dibattito sulla prevenzione. I dati presentati alla Camera dei deputati in occasione del lancio della campagna di sensibilizzazione nazionale “I silenzi dell’RSV” restituiscono una dimensione del problema che difficilmente giustifica questo ritardo: in Italia, ogni anno il virus è responsabile di circa 290mila infezioni respiratorie acute, oltre 26mila ricoveri ospedalieri e circa 1.800 decessi nella popolazione adulta.

Il profilo della malattia negli adulti fragili è tutt’altro che benigno. L’RSV provoca una risposta infiammatoria intensa che può destabilizzare condizioni croniche preesistenti, con un impatto documentato anche sul rischio cardiovascolare: la vaccinazione contro il virus riduce in modo misurabile le ospedalizzazioni per infarto del miocardio. Nonostante questo, quasi il 60% dei pazienti cronici già vaccinati contro l’influenza ignora l’esistenza del virus respiratorio sinciziale — un dato che fotografa con precisione la distanza tra disponibilità degli strumenti di prevenzione e consapevolezza nella popolazione a rischio. Il quadro internazionale aggrava il confronto. Negli Stati Uniti la vaccinazione è raccomandata a tutti gli over 75 e agli adulti tra i 50 e i 60 anni con comorbidità; nel Regno Unito è garantita gratuitamente ai 75enni e agli ospiti delle residenze per anziani; l’EMA ha approvato tre opzioni vaccinali per l’adulto. In Italia l’accesso resta frammentato e vincolato alle delibere regionali, in attesa di un aggiornamento del calendario vaccinale nazionale che includa la popolazione adulta fragile.(Agenbio) Emanuela Birra 9:00