Roma, 22 luglio 2026 (Agenbio) – La sanità privata in Italia consolida il proprio ruolo all’interno del sistema salute nazionale. Secondo le prime evidenze del report dell’Area Studi di Mediobanca sui maggiori operatori sanitari privati del Paese (gruppi con fatturato superiore a 100 milioni di euro), il giro d’affari complessivo per il 2025 registrerà una crescita aggregata del 3,7%.
A guidare la crescita sono le strutture per anziani (RSA) con un deciso +7,9%, seguite dall’assistenza ospedaliera (+3,9%). Performance positive anche per i segmenti presidiati dai professionisti sanitari e di laboratorio: la diagnostica segna un +2,8%, mentre la riabilitazione si attesta a un +2,6%.
I giganti del settore: la classifica dei ricavi 2024
Nel 2024, i ricavi complessivi dei 38 player esaminati hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (+5,5% sul 2023 e +22,0% sul 2019). Il report stila la classifica dei primi cinque gruppi per fatturato nel 2024:
- Papiniano (holding del Gruppo San Donato e Ospedale San Raffaele): 2.163 milioni di euro
- Humanitas: 1.260 milioni di euro
- Gvm – Gruppo Villa Maria: 968 milioni di euro
- Policlinico Universitario A. Gemelli: 946 milioni di euro
- Kos: 799 milioni di euro L’analisi di Mediobanca evidenzia modelli di business differenti tra i vari operatori, divisi tra chi lavora prevalentemente in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e chi punta sulla solvenza (fondi integrativi, assicurazioni e pagamenti diretti dei cittadini).
Il peso maggiore dei ricavi in regime di accreditamento si registra in:
- Ics Maugeri: 96,0%
- San Raffaele Roma: 87,2%
- Gvm: 78,9%
- Papiniano: 78,5%
- Don Gnocchi: 78,4%
Al contrario, la quota di ricavi in solvenza (attività privata pura o intermediata) è guidata da:
- CDI (Centro Diagnostico Italiano): 76,3% (di cui il 45,0% coperto da fondi integrativi e assicurazioni)
- Lifenet: 50,0%
- Istituto Auxologico: 41,7%
- Kos: 41,0%
- IEO (Istituto Europeo di Oncologia): 35,3%
I grandi gruppi mostrano strategie geografiche diversificate. Operatori come Kos, Segesta, Sereni Orizzonti Holding e Don Gnocchi vantano una presenza capillare in nove o più regioni italiane, concentrata soprattutto al Nord. Tra i player ospedalieri si distinguono Gvm (attivo in 10 regioni) e Ghc (in 8 regioni). Papiniano e Humanitas restano fortemente focalizzati in Lombardia, pur con storiche ramificazioni: il primo sviluppa il 4,1% dei ricavi in Emilia-Romagna, il secondo genera il 20% del fatturato tra Piemonte e Sicilia.
Inoltre, otto operatori gestiscono strutture oltreconfine. Spiccano Kos, che in Germania controlla 53 RSA da cui deriva il 31% del proprio fatturato, e Gvm, i cui 14 presidi esteri realizzano il 22% dei ricavi totali. Nell’assistenza agli anziani, Sereni Orizzonti è presente anche in Spagna.
Occupazione in forte crescita: superata quota 102 mila
Il dinamismo del comparto si riflette positivamente sull’occupazione sanitaria. Nel 2024, il personale delle società analizzate ha superato le 102 mila unità, registrando un incremento del 5,3% rispetto al 2023 e un balzo del 17,5% rispetto al 2019. La composizione della forza lavoro sul territorio nazionale si conferma comunque variegata ed eterogenea nella divisione tra lavoratori dipendenti e liberi professionisti.
I dati del report Mediobanca confermano la grande vitalità economica di un comparto privato accreditato e privato puro che continua a espandere le proprie reti diagnostiche e assistenziali, rappresentando un bacino occupazionale sempre più rilevante anche per la categoria professionale dei biologi. (Agenbio)




