Roma, 16 luglio 2026 (Agenbio) – Uno studio internazionale coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, insieme all’Università di Monastir, ha individuato un nuovo meccanismo che collega una variante del gene SLC22A4 alla presenza di Fusobacterium nucleatum nei tumori del colon-retto. La ricerca, pubblicata su Gut Microbes, suggerisce che non conti solo la composizione del microbiota, ma anche il modo in cui questo interagisce con il patrimonio genetico dell’ospite.
Analizzando campioni tumorali e tessuti intestinali adiacenti di 99 pazienti, gli autori hanno osservato che nei tumori il rapporto tra Fusobacterium nucleatum ed Escherichia coli è significativamente più elevato rispetto ai tessuti sani. Il fenomeno diventa ancora più marcato nei portatori della variante di SLC22A4, un gene che codifica per un trasportatore intestinale coinvolto nella comunicazione tra cellule della mucosa e flora batterica.
Gli esperimenti hanno mostrato che queste cellule tumorali reagiscono meno efficacemente all’invasione del batterio, attivando una risposta immunitaria innata più debole e risultando quindi meno capaci di eliminarlo. In questo modo si crea un ambiente favorevole alla sopravvivenza del microrganismo nel tumore, con possibili effetti sulla progressione della malattia.
Il lavoro apre prospettive interessanti per la medicina personalizzata, perché in futuro l’analisi combinata del profilo genetico del paziente e del microbiota tumorale potrebbe aiutare a identificare i soggetti più a rischio e a sviluppare strategie preventive e terapeutiche più mirate. (Agenbio) Alessio Lucarelli 11:00




