Roma, 13 luglio 2026 (Agenbio) – Uno studio realizzato da scienziati della Northwestern Medicine University, pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research, ha individuato un nuovo test del sangue, la ddPCR (reazione a catena della polimerasi digitale in microgocce), che, concentrandosi sulla mutazione del gene KRAS, presente in oltre il 90 per cento dei tumori del pancreas, ha dimostrato di rilevarne le tracce molto meglio di quanto riesca un’altra tecnica di biopsia liquida, l’NGS (sequenziamento di nuova generazione). La ricerca si è focalizzata su 106 pazienti affetti da tumore pancreatico localizzato. Alla diagnosi, la ddPCR ha rilevato il Dna tumorale nel 65 per cento del campione analizzato rispetto al 17 per cento associato all’NGS. Dopo l’intervento chirurgico, la ddPCR ha continuato a rilevare la malattia residua nel 56 per cento dei casi, contro il 9 per cento dell’altro metodo. I pazienti con malattia invisibile all’NGS, ma rilevata dalla ddPCR, hanno registrato una sopravvivenza media di 27 mesi, contro i 41 mesi dei negativi a entrambi i test. (Agenbio) Etr 10:00




