Riforma della professione di biologo: la segreteria del ministro Bernini risponde a un laureato in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione umana

Di seguito si rende nota la risposta fornita dal Capo di Segreteria del Ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, a un interpello di un laureato in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana.

Al di là della specificità dell’interpello, la nota presenta aspetti che fanno chiarezza sull’iter procedurale del DPR recante norme per i biologi, quali la riorganizzazione dell’Albo, l’aggiornamento delle competenze professionali, la nuova modalità di svolgimento dell’esame di Stato e dei tirocini abilitanti.

 

LA NOTA

“Il Ministero è intervenuto non soltanto con aggiustamenti parziali, volti a rendere operativi i titoli universitari magistrali abilitanti, ma con una riforma sistematica e organica dell’accesso alla professione, cogliendo appieno la portata innovativa della legge e valorizzando le proposte formulate dalla Federazione nel corso degli ultimi anni. L’articolazione della Sezione A dell’Albo in distinti settori e l’istituzione del settore della «nutrizione, dell’igiene e della sicurezza degli alimenti» consentono, infatti, una collocazione esplicita e chiaramente riconoscibile della figura del biologo nutrizionista, superando molte delle incoerenze da Lei segnalate.

Con l’approvazione preliminare, da parte del Consiglio dei ministri, dello schema di regolamento, avvenuta il 16 giugno scorso, è stato compiuto il primo e più significativo passo dopo oltre venticinque anni di sostanziale immobilismo della disciplina.

Il procedimento prevede ora gli ulteriori passaggi necessari, con l’acquisizione del parere del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari, che si auspica possano concludersi in tempi rapidi, cui seguirà la fase attuativa.

Le criticità da Lei evidenziate risultano, pertanto, in via di superamento e confermano che la riforma è orientata a rendere l’accesso alla professione più chiaro, più equo, maggiormente coerente con i percorsi formativi e più aderente alle competenze effettivamente richieste nei diversi ambiti professionali”.