“Chimici, una battaglia di retroguardia”: l’editoriale di Vincenzo D’Anna

“Io ti supplico, o regina: sei dea o sei mortale?… Mai cosa simile ho veduto con gli occhi, né uomo né donna; e il rispetto nel guardarti mi vince”.

Così, nel VI canto dell’Odissea, il poeta Omero descrive l’incontro tra Ulisse e Nausica, figlia di Alcìnoo, re dei Feaci. Fortunato fu l’eroe, naufragato su quelle spiagge, a incontrare una giovane che lo accolse con generosità e umanità.
I biologi italiani, invece, non hanno avuto la stessa sorte, essendosi imbattuti in un’altra Nausica, l’esimia Dottoressa Orlandi che ricopre la carica di presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, dimostratasi assai meno collaborativa nei confronti della nostra categoria.
In un lungo comunicato, la FNOCF ci accusa, sostanzialmente, di esistere e di aver rivendicato – ottenendolo dai competenti Ministeri dell’Università e della Salute – un decreto legislativo, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, recante disposizioni di attuazione della legge n. 163 del 2021 sulle lauree abilitanti.
Si tratta di un provvedimento elaborato nell’arco di quattro anni da un’apposita Commissione ministeriale istituita presso il MUR, composta da tecnici ministeriali, rappresentanti delle istituzioni universitarie e di tutte le professioni interessate dall’applicazione della citata legge. Per quanto riguarda i biologi, il decreto ha altresì previsto la riorganizzazione dell’Albo professionale.
Il testo è stato successivamente esaminato dagli Uffici legislativi dei due Ministeri competenti, sottoposto al parere del Consiglio Superiore di Sanità e, infine, approvato dal Consiglio dei Ministri, corredato di tutti i prescritti pareri tecnico-giuridici.
Eppure, a giudizio della FNOCF, questa lunga e rigorosa istruttoria non sarebbe stata sufficiente: il decreto, a loro dire, avvantaggerebbe i biologi a discapito di altre professioni sanitarie.
A ben vedere, tuttavia, più che puntuali contestazioni di merito, quella della Federazione dei Chimici e dei Fisici appare una lamentazione generica, suggestiva, acrimoniosa e, per alcuni passaggi, perfino velatamente minacciosa.
È davvero paradossale – e, per certi aspetti, anacronistico – che nell’epoca del One Health, dell’integrazione multidisciplinare e della collaborazione tra professioni, vi sia ancora chi rispolvera antiche contrapposizioni e battaglie di retroguardia.
Ci viene contestato di aver voluto monopolizzare competenze derivanti dall’evoluzione delle Scienze Biologiche e dai nuovi ambiti di esercizio professionale, quasi che esse fossero state sottratte alla categoria dei chimici.
Nulla di tutto questo.
Le competenze riconosciute ai biologi discendono da norme già vigenti che, da tempo, le attribuiscono alla nostra professione. A partire dalla legge istitutiva dell’Ordine dei Biologi, la n. 396 del 1967, fino al D.P.R. n. 328 del 2001.
Laddove le disposizioni previgenti individuavano le competenze in termini generali, il nuovo decreto si limita a specificarle meglio; laddove, invece, il progresso scientifico in campo Biologico (Genetica, Genomica, Biologia Molecolare, Emcriologia Clinica, Ambiente, Nutruzione, Bio informatica, Biologia Marina, etc.) ha aperto nuovi ambiti di conoscenza, esse sono state coerentemente aggiornate. Senza sottrarre nulla ad altri professionisti né interferire con le rispettive competenze dei medesimi.
Circostanza, quest’ultima, ribadita anche nel corso di un incontro svoltosi presso il Consiglio Superiore di Sanità, nell’ambito di un ulteriore approfondimento tecnico al quale abbiamo partecipato con spirito costruttivo e nella massima disponibilità al confronto.
Rimane, invece, sorprendente la pretesa – per non dire il sussiego – della FNOCF di voler sindacare e delimitare le competenze dei biologi, soprattutto nei settori Ambientali in cui esistono fisiologiche aree di competenza concorrente, rivendicandone, di fatto, un’esclusività a vantaggio dei Chimici che non trova riscontro nell’ordinamento.
Non abbiamo mai combattuto guerre di posizione, né invaso il campo altrui e non temiamo né gli strali polemici, né eventuali contestazioni in sede giudiziaria. Questa polemica assume il connotato di una medaglia al valore riconosciuta ai Biologi.
Temiamo, piuttosto, che questa volta a naufragare sulle rive del buon senso, della correttezza istituzionale e della rispettosa collaborazione tra professioni non sia stato Ulisse, ma Nausica.

 

Dott. Vincenzo D’Anna
Presidente Fnob

 

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