Roma, 19 giugno 2026 (Agenbio) – Eliminare la pasta per perdere peso è uno dei luoghi comuni più diffusi nell’alimentazione, ma le evidenze scientifiche raccontano una realtà diversa. Gli studi mostrano infatti che un consumo regolare di pasta, inserito in una dieta equilibrata e con porzioni adeguate, non è associato all’aumento di peso e in alcuni casi può accompagnarsi a un migliore controllo del peso corporeo. A confermarlo sono diversi lavori clinici. Uno studio italiano coordinato dall’Università di Parma ha confrontato persone con obesità sottoposte alla stessa dieta ipocalorica, ma con diversa frequenza di consumo della pasta: il dimagrimento ottenuto è risultato sovrapponibile. Il fattore determinante nella perdita di peso, quindi, non è l’eliminazione di un singolo alimento, ma l’equilibrio complessivo tra energia introdotta e consumata. Anche le ricerche sulle diete a basso contenuto di carboidrati ridimensionano il vantaggio iniziale spesso osservato: la rapida perdita di peso nelle prime fasi è dovuta soprattutto alla riduzione delle riserve di glicogeno e dell’acqua associata, non a una maggiore eliminazione di grasso corporeo. Le revisioni scientifiche più recenti indicano che la pasta non favorisce sovrappeso o obesità e, grazie alla sua capacità saziante e al basso indice glicemico, può contribuire a una gestione più equilibrata dell’alimentazione. Il vero obiettivo non è quindi bandire i carboidrati, ma inserirli all’interno di un modello nutrizionale vario e sostenibile. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00




