Ebola: la nuova circolare del Ministero della Salute. Le novità su livelli di rischio, tracciamento e hub regionali

Roma, 1 giugno 2026 (Agenbio) – Il Ministero della Salute ha emanato una nuova ordinanza e la relativa circolare applicativa, firmate dal Ministro Orazio Schillaci, per rafforzare i controlli e contenere il rischio di introduzione del virus Ebola in Italia. Il provvedimento si è reso necessario a seguito del monitoraggio dei flussi epidemiologici e mira all’identificazione precoce di eventuali casi sospetti. Ecco l’analisi dettagliata delle misure che impattano la rete sanitaria nazionale e i protocolli di prevenzione.

Obbligo di dichiarazione entro 24 ore. La misura principale prevede l’obbligo tassativo di dichiarazione per chiunque faccia ingresso nel territorio nazionale — in modo diretto o indiretto e con qualsiasi mezzo di trasporto — provenendo dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda

Tempistica: La segnalazione va effettuata entro 24 ore dall’arrivo

Finestra di controllo: Riguarda chiunque abbia soggiornato o transitato nei due Paesi nei 21 giorni precedenti (periodo massimo di incubazione del virus)

La classificazione dei 5 livelli di rischio. La circolare ministeriale introduce una stratificazione del rischio in cinque livelli, definita in base alla presenza di sintomi e al tipo di esposizione

Molto basso: Soggetti asintomatici, non transitati in aree di focolaio e senza esposizioni note. Restano reperibili dalle ASL per 21 giorni

Basso: Soggetti asintomatici non transitati in aree di focolaio, ma con esposizioni non ad alto rischio. Prevede automonitoraggio e controlli del Dipartimento di Prevenzione

Moderato: Soggetti asintomatici che hanno transitato in un’area di attenzione (focolaio), ma senza contatti diretti ad alto rischio. Scatta l’automonitoraggio quotidiano della temperatura.

Alto: Soggetti asintomatici che riferiscono contatti o esposizioni ad alto rischio (es. operatori sanitari in zone epidemiche). Richiede sorveglianza attiva stretta.

Molto alto: Soggetti che presentano sintomatologia compatibile con l’infezione o casi già confermati.La rete logistica e i centri di riferimentoIl piano nazionale per le emergenze da febbri emorragiche individua nodi strategici precisi per la gestione dei flussi

Hub Sanitario Nazionale: L’aeroporto di Roma Fiumicino viene designato come scalo di riferimento accreditato per il transito e il primo isolamento di casi sospetti

Centro Nazionale di Coordinamento: L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS “Lazzaro Spallanzani” di Roma gestirà la cabina di regia scientifica e clinica. Ogni Regione è tenuta a indicare al Ministero i propri centri di riferimento territoriali per le malattie infettive, deputati alla gestione specialistica dei pazienti. (Agenbio)