Emergenza idrica e contaminanti emergenti: la FNOB a Campobasso per la tutela della salute pubblica

Campobasso, 29 maggio 2026 (Agenbio) – Le risorse idriche, la sicurezza alimentare e la salute planetaria sono oggi al centro di una morsa chimica e fisica senza precedenti. Per fare luce su queste minacce, l’Hotel Centrum Palace di Campobasso ha ospitato oggi il cruciale convegno “Acque a Rischio: PFAS, Microplastiche e Contaminanti Emergenti”.
L’evento, promosso dall’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise (OBCM) in stretta collaborazione con la FNOB, ha riunito i massimi esperti e rappresentanti istituzionali del settore per tracciare nuove linee guida nella gestione del rischio.
L’apertura del Presidente FNOB D’Anna: etica e responsabilità sociale
Ad inaugurare i lavori è stato Vincenzo D’Anna, presidente della FNOB. Nel suo intervento di apertura, il Presidente ha richiamato con forza la platea sulla responsabilità etica e sociale che ricade sulla gestione e sulla tutela dell’ambiente. D’Anna ha evidenziato la necessità di non ignorare le criticità strutturali e di agire preventivamente a tutela della collettività, ponendo l’accento sul dovere morale delle istituzioni e dei professionisti nel proteggere la salute dei cittadini e dei territori più vulnerabili.

L’inquinamento invisibile e la centralità del biologo
Il dibattito scientifico ha messo in luce un paradosso comunicativo: se l’inquinamento da microplastiche è ormai penetrato nell’opinione pubblica mondiale grazie alla sua visibilità macroscopica, altrettanto non si può dire per minacce ben più subdole. Le polveri sottili o le sostanze chimiche disciolte nelle acque rimangono spesso invisibili agli occhi dei non addetti ai lavori. La complessità tecnica aumenta esponenzialmente quando l’analisi si sposta sulle molecole non aggregate, rendendo il monitoraggio una sfida scientifica di altissimo livello. In questo scenario, il ruolo dei biologi si conferma categorico e insostituibile. Grazie a un bagaglio interdisciplinare unico, il presidente FNOB ha sottolineato che i biologi coprono l’intero spettro della protezione ambientale. In particolare, i biologi ambientali e marini sono oggi in prima linea nella gestione e nella salvaguardia delle acque dolci e di quelle marine.
Il nodo economico: dalla scienza alla politica
Uno dei temi affrontati ha riguardato la transizione verso i materiali biodegradabili. La vera sfida non è la totale rimozione della plastica, ma la sua progressiva sostituzione con polimeri biodegradabili, per i quali la biologia offre già soluzioni concrete ed efficaci. “Tuttavia – ribadisce D’Anna -, l’ostacolo non è scientifico, ma economico e politico. I costi di produzione dei materiali biodegradabili restano elevati, creando un attrito tra la sostenibilità ecologica e le logiche di profitto del mercato”. Senza interventi legislativi stringenti che obblighino i produttori a utilizzare packaging biodegradabili per la filiera alimentare, la scelta resta ancorata a dinamiche commerciali, con un inevitabile riflesso sul prezzo finale.
Il parallelismo con la sicurezza sul lavoro: quando i costi per la sicurezza vengono percepiti come un freno al guadagno, il rischio di un mancato adeguamento diventa reale e pericoloso.
I tre pilastri scientifici della giornata. Le sessioni congressuali si sono articolate su tre macro-aree di fondamentale importanza:
Quadro normativo e PFAS: Un focus dettagliato sulle direttive europee e sul destino ambientale delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), analizzandone gli impatti devastanti sulla biodiversità.
Microplastiche e contaminanti emergenti: L’analisi delle rotte di diffusione e dei percorsi di contaminazione ecotossicologica, con una presentazione dedicata ai risultati del progetto BIOPLAST4SAFE.
Mitigazione del rischio e filiera agroalimentare: La presentazione di strategie avanzate di biomonitoraggio e l’analisi di casi pratici legati alla sicurezza a tavola, come la contaminazione da clorati negli alimenti. L’evento, che ha rilasciato 6 crediti ECM per i professionisti sanitari, si è concluso con l’obiettivo condiviso di consolidare una sinergia sempre più stretta tra la ricerca scientifica dei Biologi, le istituzioni politiche e i bisogni concreti del territorio. (Agenbio)