DNA, niente più interruttori: i geni funzionano come un volume

Roma, 21 maggio 2026 (Agenbio) – Per anni si è pensato che alcune parti del DNA fossero praticamente irraggiungibili, troppo compatte per essere lette dalla cellula. Ora però questa idea vacilla: anche nelle zone più ripiegate, considerate finora inattive, i geni possono lavorare, solo in modo più sfumato. Lo studio, pubblicato su Nature e guidato da Vijay Ramani e Hani Goodarzi, mostra che l’attività genetica non è un semplice “on/off”. È più simile a una manopola: i geni possono essere accesi a diversi livelli, non solo completamente attivi o spenti. Per arrivarci, i ricercatori hanno usato uno strumento basato sull’intelligenza artificiale, capace di analizzare come il DNA si avvolge attorno agli istoni, le proteine che lo impacchettano dentro il nucleo. Ed è proprio lì la sorpresa: questo avvolgimento non è sempre preciso e uniforme, ma varia in modi specifici, come se la cellula regolasse intenzionalmente l’intensità dell’attività dei geni. Secondo il genetista Giuseppe Novelli, si tratta di un cambio di prospettiva importante. Capire meglio questi meccanismi potrebbe aiutare a spiegare malattie complesse, dall’invecchiamento ai tumori, dove spesso non basta cercare un singolo gene difettoso. In altre parole, il DNA non è un sistema rigido: è molto più dinamico e fine di quanto si pensasse. (Agenbio) Des 13:00