Malattie autoimmuni: proteina delle zecche apre a nuove terapie

Roma, 27 aprile 2026 (Agenbio) – I ricercatori del Monash University Biomedicine Discovery Institute, in Australia, hanno scoperto una proteina evasina prodotta dalle zecche in grado di ingannare il sistema immunitario e che potrebbe avere implicazioni importanti nella cura di diverse malattie autoimmuni e infiammatorie, come l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. Quando il sistema immunitario rileva un agente dannoso o estraneo, scatena una risposta infiammatoria: piccole proteine chiamate chemiocine indirizzano le cellule immunitarie verso il sito della lesione o dell’infezione, causando l’inattivazione dell’invasore. Più comunemente conosciute come parassita, le zecche sono in grado di attaccarsi e prelevare sangue da noi o dai nostri animali domestici senza scatenare una reazione immunitaria, perché producono proteine chiamate evasine, che si attaccano a queste chemochine impedendo loro di avvertire il sistema immunitario che è sotto attacco. Queste chemiochine possono anche “peggiorare”, sovrastimolando il sistema immunitario, causando malattie come l’artrite reumatoide (AR), la sclerosi multipla (SM), il cancro e le malattie infiammatorie intestinali. Fino ad ora, gli scienziati avevano identificato solo evasine che bloccano selettivamente le chemiocine all’interno di una singola classe. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Structure. (Agenbio) Etr 9:00