Roma, 5 marzo 2026 (Agenbio) – Perdere l’olfatto non è solo un disturbo sensoriale. Dopo i 70 anni, può segnalare un rischio precoce di problemi cardiovascolari. Uno studio dell’University of Michigan, pubblicato su JAMA Otolaryngology, ha seguito per nove anni 5.142 adulti. I risultati mostrano che chi ha anosmia ha un rischio di eventi coronarici e ictus fino al doppio rispetto a chi ha un olfatto normale. La vulnerabilità è maggiore nei primi quattro anni. Arianna Di Stadio, ricercatrice presso UCL Queen Square Institute of Neurology, afferma che la perdita dell’olfatto potrebbe indicare una neuroinfiammazione che precede il danno ai vasi. Fino ad ora, i disturbi dell’olfatto erano stati principalmente legati a malattie neurodegenerative. Oggi, potrebbe esserci un legame con l’infiammazione sistemica che coinvolge anche i vasi cerebrali e cardiaci. Il test dell’olfatto, semplice ed economico, potrebbe diventare uno strumento di screening precoce nella pratica clinica. Potrebbe essere affiancato al controllo dei fattori di rischio modificabili, come dieta e attività fisica. I ricercatori suggeriscono che proteggere l’olfatto potrebbe significare proteggere anche cuore e cervello. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00




