Roma, 26 febbraio 2026 (Agenbio) – Le microplastiche entrano nell’organismo anche attraverso il respiro. Tuttavia, la loro presenza nell’aria potrebbe essere stata sovrastimata. Uno studio pubblicato su Nature e condotto dall’Università di Vienna ha confrontato oltre 2.700 misurazioni atmosferiche raccolte in tutto il mondo con modelli globali di trasporto delle particelle. Il risultato è che le simulazioni disponibili tendevano a sovrastimare di diversi ordini di grandezza le concentrazioni e la deposizione al suolo, sia sulla terra sia sugli oceani. Ricalibrando le stime, i ricercatori hanno distinto le emissioni provenienti dalla terraferma da quelle marine. Hanno mostrato che le attività terrestri, come l’abrasione degli pneumatici o la degradazione dei tessuti, contribuiscono fino a 27 volte di più rispetto agli oceani, che in passato erano indicati come la fonte principale. Questo dato non riduce il problema dell’inquinamento da plastica, ma mette in evidenza la necessità di metodi di misurazione più standardizzati e precisi. Solo comprendendo con esattezza quantità e origini delle microplastiche atmosferiche sarà possibile intervenire in modo mirato sui settori che influiscono di più. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00




