Roma, 26 febbraio 2026 (Agenbio) – Uno studio realizzato dall’Istituto di scienza e tecnologia di Nara, in Giappone, rivela che le vescicole rilasciate dalle protrusioni della superficie cellulare possono fornire proteine attive e strumenti di editing genetico in modo molto più efficiente rispetto alle vescicole extracellulari convenzionali. La scoperta, pubblicata su Nature Communications, offre nuove speranze per terapie mediche più sicure. Le vescicole extracellulari (EV) sono minuscole particelle legate alla membrana rilasciate dalle cellule per trasportare proteine e altre molecole verso le cellule vicine. Tuttavia, gli EV possono originare sia da compartimenti endosomiali intracellulari sia direttamente da sporgenze specializzate sulla superficie cellulare, e fino ad ora non è chiaro quale tipo di EV sia più efficace nel fornire un carico proteico funzionale. Lo studio nipponico ha scoperto che gli EV generati da protuberanze della superficie cellulare in modo dipendente dalla proteina I-BAR (MIM) consegnano proteine attive e enzimi di editing genomica in modo molto più efficiente rispetto ai VE convenzionali derivati da endosomi associati a CD63. Uno dei principali obiettivi dello studio era Rac1, una proteina che regola la migrazione cellulare. I ricercatori hanno scoperto che Rac1 somministrato da EV derivati dalla protrusione è riuscito a fuggire efficacemente dagli endosomi tardivi nel citoplasma, dove rimaneva attivo e stimolava il movimento cellulare. (Agenbio) Etr 11:00




