Trapianto non riuscito al Monaldi. Domenico, addio alla speranza: stop all’accanimento terapeutico. Condizioni in rapido peggioramento

Napoli, 20 febbraio 2026 (Agenbio)- Poche parole, pesanti come una sentenza definitiva. L’ultimo bollettino dell’ospedale Monaldi di Napoli non lascia più spazio alla speranza per Domenico, il bambino di soli due anni che dal 23 dicembre lotta per la vita dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato. Nelle ultime dodici ore, scrivono i medici, si è registrato un “ulteriore, progressivo e rapido peggioramento”.
In tarda mattinata, un vertice drammatico tra la direzione sanitaria, i medici, i legali e la famiglia. La decisione è quella di fermare ogni forma di accanimento terapeutico. La prognosi è infausta: un secondo trapianto è impossibile. Non sarà un distacco netto. Al piccolo Domenico non verrà staccato l’Ecmo, il macchinario che sostiene cuore e polmoni da due mesi, per evitare un esito fatale immediato. Si procederà invece con una “de-escalation”: saranno rimosse le terapie non più utili, come la microfiltrazione del sangue, mantenendo solo i trattamenti salvavita necessari a lenire le sofferenze. Un percorso di accompagnamento dolce verso l’inevitabile. Mamma Patrizia chiede adesso soltanto preghiera e silenzio rispetto alla tragedia immensa che ha colpito la sua famiglia. Ieri a Nola tutta la comunità si è raccolta in preghiera per sostenere i familiari di Domenico. Intanto anche la piccola comunità di Taurano, in provincia di Avellino, si stringe ad Antonio e Patrizia, i genitori del piccolo Domenico, originari del centro del Vallo di Lauro. Il sindaco, Michele Buonfiglio, ha promosso per domani alle 18 una fiaccolata di preghiera che partirà dalla villa comunale per il convento di san Giovanni del Palco, dove verrà celebrata la messa. Saranno presenti Antonio e Patrizia che alcuni anni fa lasciarono Taurano per trasferirsi a Nola. Viene anche annunciata la partecipazione del presidente della Regione, Roberto Fico.
Mentre a Napoli si consuma il dolore, a Bergamo si accende un’altra vita. Quel cuore inizialmente destinato a un possibile secondo tentativo per Domenico è stato trapiantato con successo a un altro bambino al Papa Giovanni XXIII. (Agenbio)