Da Unipi metodo innovativo per smascherare il materiale non biodegradabile nelle bioplastiche

Roma, 3 febbraio 2026 (Agenbio) – Un team del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa ha elaborato un metodo efficace per individuare e quantificare il materiale non biodegradabile aggiunto in maniera fraudolente nel processo di produzione degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Analytical and Applied Pyrolysis. Per garantire la corretta compostabilità e biodegradabilità delle bioplastiche, la normativa europea stabilisce un limite massimo dell’1 per cento di polietilene, un polimero non biodegradabile. Ma fino a oggi mancava un metodo efficace per verificare che questo limite fosse rispettato. I nuovi strumenti sviluppati a Pisa colmano questa lacuna. I risultati delle analisi sinora condotte hanno rivelato che circa metà delle buste sottoposte ai controlli sono fuori norma con quantità di polietilene anche sino al 5 per cento. Si tratta di prodotti in gran parte di provenienza extra UE. Sul piano operativo, il protocollo si basa su tecniche di pirolisi analitica accoppiata a spettrometria di massa, capaci di rilevare concentrazioni di PE anche inferiori all’1 per cento, in linea con i limiti di legge. Questo lo rende uno strumento efficace sia per il controllo di qualità in ambito industriale, sia per la sorveglianza ambientale. (Agenbio) Etr 14:00