Roma, 28 gennaio 2026 – In una fase di profonda trasformazione per il settore sanitario della Difesa, segnata dal progetto di istituzione del Corpo unico della Sanità militare, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) segue con la massima attenzione l’evoluzione del dibattito legislativo. Il confronto si è ora spostato nelle sedi parlamentari, dove prosegue l’importante lavoro delle Commissioni competenti per delineare un Sistema Sanitario Militare Nazionale che sia sempre più moderno ed efficiente. In tale contesto, la Federazione riafferma il proprio impegno istituzionale nel fornire contributi tecnici volti ad armonizzare le professionalità sanitarie con le nuove esigenze organizzative.
L’assetto sanitario del nostro Paese si è evoluto nel tempo puntando con decisione sulla valorizzazione e sull’integrazione tra diverse figure professionali. In tale contesto, il ruolo del biologo ha trovato spazi crescenti, consolidandosi oltre l’ambito clinico anche nelle attività di prevenzione, ricerca e sanità pubblica.
Tuttavia, questo processo di crescita non si è manifestato con la stessa intensità in tutto l’apparato statale. Emerge, infatti, un netto contrasto tra i progressi raggiunti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e l’attuale configurazione della Sanità Militare. Tale discrepanza organizzativa risulta oggi anacronistica e non appare più in linea con l’attuale contesto tecnico-scientifico e sanitario, finendo per generare disparità ingiustificate nel trattamento professionale e che si traducono in diseguaglianze professionali e operative.
Nel SSN, anche grazie a un impianto normativo consolidato, le professioni sanitarie godono di un riconoscimento basato sull’autonomia, sulla responsabilità e sulla collaborazione tra pari all’interno delle équipe. Questo modello ha dimostrato di migliorare l’efficacia delle prestazioni e di valorizzare le competenze specialistiche a vantaggio dei cittadini.
La Sanità Militare, invece, continua a essere regolata da assetti organizzativi che privilegiano una struttura gerarchica rigida, poco aderente all’attuale profilo tecnico–scientifico delle professioni sanitarie. In tale contesto, anche i biologi vedono ridimensionato il proprio ruolo professionale e decisionale, nonostante una formazione accademica elevata e competenze essenziali per la tutela della salute collettiva. Una situazione che appare non solo superata, ma in contrasto con i principi di equità e valorizzazione professionale affermatisi nel sistema sanitario civile.
È in questo scenario che le Federazioni nazionali degli Ordini delle professioni sanitarie – tra cui FNOB, FNOMCeO, FNOPI, FNVI, FOFI, CNOP, e FTSRM-PSTRP – hanno manifestato forte preoccupazione per il mancato coinvolgimento sostanziale nel processo normativo in corso.
In particolare, appare opportuno richiamare l’attenzione sull’assenza di un riscontro da parte del Ministero della Difesa, e sulla mancata trasmissione al Parlamento delle osservazioni avanzate, le quali evidenziano aspetti da approfondire riguardo:
Valorizzare questi contributi nel dialogo parlamentare rappresenta un’opportunità per elevare la qualità e l’efficacia dell’intervento legislativo, garantendo una riforma solida e condivisa. Un sistema sanitario moderno trae infatti la sua forza da un confronto trasparente e da una sinergia costante tra le istituzioni e le rappresentanze delle professioni coinvolte.
In quest’ottica, l’integrazione tra le realtà del SSN e della Sanità Militare va intesa come un percorso di reciproco arricchimento. L’obiettivo non è sovrapporre identità diverse, ma evolvere verso modelli organizzativi armonizzati, capaci di coniugare le specificità del mondo militare con l’attuale assetto normativorelativo alle professioni sanitarie. In questa prospettiva, è indispensabile riconoscere anche nell’ambito militare:
Solo attraverso un intervento normativo organico e condiviso sarà possibile costruire un sistema sanitario più coerente, giusto e capace di affrontare le sfide complesse della sanità contemporanea, valorizzando pienamente il contributo dei biologi in ogni contesto operativo.
Di Vincenzo D’Anna
Presidente Fnob




