Roma, 19 gennaio 2025 (Agenbio) – Uno studio condotto da ricercatori dell’Università ebraica di Gerusalemme, pubblicato su Science Advances, dimostra che le barriere coralline, oltre a ospitare la vita oceanica e a essere hotspot di biodiversità, agiscono anche come potenti regolatori della vita microscopica, contribuendo a stabilire il programma giornaliero per i minuscoli microbi che popolano le acque circostanti e rimodellandone la composizione e l’abbondanza nel corso di una singola giornata. I ricercatori hanno monitorato le popolazioni microbiche nelle acque sopra una barriera corallina nel Golfo di Aqaba settentrionale, nel Mar Rosso, confrontandole con quelle delle acque aperte vicine durante le stagioni invernale ed estiva. Utilizzando campionamenti ad alta frequenza ogni sei ore, il team ha scoperto cicli giornalieri e stagionali precedentemente non documentati che interessano batteri, microalghe e predatori microscopici. Il team di ricerca ha scoperto che le acque della barriera corallina contenevano costantemente una quantità significativamente inferiore di batteri e microalghe rispetto alle acque aperte adiacenti, suggerendo una rimozione attiva da parte degli organismi della barriera. Allo stesso tempo, le popolazioni di protisti eterotrofi, predatori microscopici che si nutrono di batteri, aumentavano notevolmente di notte, a volte fino all’80 per cento, suggerendo che la predazione fosse una forza importante che modellava le dinamiche microbiche. Una delle scoperte più sorprendenti ha riguardato le Symbiodiniaceae, la famiglia di dinoflagellati meglio conosciuta come simbionte dei coralli. Le firme genetiche di questi organismi hanno raggiunto costantemente il picco intorno a mezzogiorno nelle acque della barriera corallina, indicando cicli giornalieri di rilascio, crescita o ricambio che potrebbero essere collegati alle condizioni di luce e al metabolismo dei coralli. (Agenbio) Etr 13:00




