Violenza sugli operatori sociosanitari: attivo il questionario del Ministero della Salute per tracciare le aggressioni

D’Anna: “Rispondere al sondaggio è un atto di rispetto per la nostra professione. Anche coloro che non hanno subito violenze devono aderire”

 

Anche quest’anno il Ministero della Salute ha invitato le Federazioni e gli Ordini professionali sociosanitari a diffondere un questionario dedicato ai casi di “Violenza sugli operatori sanitari”. Scopo dell’indagine è registrare la frequenza delle aggressioni e la tipologia, al fine di poter adottare misure di maggior tutela dei professionisti della salute.

La relazione del 2025 dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, pubblicata sul sito del Ministero della Salute, registra circa 23mila operatori coinvolti in aggressioni da parte di pazienti, familiari o caregiver. Prevalgono le violenze verbali (69%) rispetto a quelle fisiche (25%) e a quelle contro la proprietà (6%). Le donne sono le più colpite, con percentuali superiori al 60% nella maggior parte delle regioni. La maggior parte degli episodi si verifica negli ospedali, in particolare nei Pronto Soccorso, nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura e nelle aree di degenza.

«La sicurezza di chi si prende cura della nostra salute è una priorità assoluta – ha dichiarato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci –. Le aggressioni contro gli operatori sanitari sono un fenomeno inaccettabile e per questo siamo intervenuti con fermezza. Abbiamo inasprito le pene per gli aggressori, fino all’arresto in flagranza differita, e lavoriamo costantemente per rafforzare le misure di prevenzione della violenza contro il personale e la sicurezza nelle strutture sanitarie. Proteggere gli operatori sanitari e socio-sanitari non è solo un dovere ma la garanzia per i cittadini di avere cure di qualità e più sicure».

Affinché le istituzioni possano adoperarsi per garantire l’incolumità di coloro che operano nei luoghi di cura, è importante che il maggior numero di biologi compili il breve sondaggio, così da poter restituire al Ministero vigilante uno specchio quanto più fedele possibile alla realtà della loro vita professionale. Anche coloro che non hanno subito aggressioni devono partecipare al questionario, proprio perché il dato che ne verrà estratto dovrà essere rapportato all’intera percentuale dei biologi iscritti all’albo.

Il questionario è disponibile dell’area riservata “My Bio” del biologo, sul sito della Fnob. Tutti i dati saranno raccolti in forma anonima e aggregata.