Roma, 13 ottobre 2026 (Agenbio) – Per decenni abbiamo creduto che il cervello umano originasse da un’unica cellula progenitrice. Non è così. Uno studio pubblicato su Nature Neuroscience dalla Facoltà di Medicina di Stanford dimostra che le strutture cerebrali derivano da due popolazioni cellulari distinte, evolutivamente separate sin dall’inizio dello sviluppo embrionale; una scoperta che riscrive le basi della neurobiologia e sblocca una linea di ricerca sulla SLA ferma da decenni. Le due popolazioni corrispondono a due grandi regioni cerebrali con funzioni profondamente diverse. Il prosencefalo — sede della corteccia cerebrale, del linguaggio, della coscienza e delle funzioni cognitive superiori — origina da una linea progenitrice che esprime il gene Otx2. Il rombencefalo — la struttura più antica, che regola funzioni automatiche come respirazione, deglutizione e battito cardiaco — origina invece da una linea separata che esprime il gene Gbx2. Le due popolazioni si sviluppano in modo indipendente e parallelo, senza mai incrociarsi, con un’organizzazione interna del DNA sostanzialmente diversa. Le implicazioni per la ricerca sono immediate. Per decenni i tentativi di ottenere in laboratorio neuroni del rombencefalo umano erano falliti sistematicamente, e ora si capisce perché: i protocolli usati puntavano a convertire progenitori del prosencefalo in cellule del rombencefalo, una trasformazione che la scoperta dimostra essere biologicamente impossibile. Partendo dalla corretta popolazione progenitrice, il team di Stanford è riuscito per la prima volta a indurre cellule staminali pluripotenti umane a differenziarsi in motoneuroni del rombencefalo, aprendo la strada allo studio in laboratorio di SLA e atrofia muscolare spinale, malattie che colpiscono selettivamente proprio questi neuroni e per cui le opzioni terapeutiche restano ancora gravemente limitate. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00




