Roma, 23 settembre 2026 (Agenbio) – L’accumulo della proteina tau potrebbe interferire con le onde cerebrali profonde coinvolte nel consolidamento dei ricordi. Lo indica uno studio pubblicato su Nature Neuroscience che ha confrontato giovani adulti e persone anziane cognitivamente sane utilizzando elettroencefalografia e PET. Nei partecipanti più anziani, una maggiore presenza di tau nella corteccia frontale era associata a onde lente del sonno non-REM più brevi, isolate e meno capaci di propagarsi attraverso il cervello. Le persone con queste onde “solitarie” ricordavano inoltre meno associazioni di parole apprese prima di dormire. In un sottogruppo seguito nel tempo, all’aumento della tau corrispondevano un peggioramento della coordinazione delle onde lente e una minore ritenzione dei ricordi durante la notte. I risultati mostrano un’associazione tra i fenomeni, ma non consentono ancora di stabilire se sia l’accumulo di tau a provocare direttamente le alterazioni del sonno. (Agenbio) Claudio De Rosa 9:00




