Trauma cranico nel mondo: cause e mortalità variano in base al livello di sviluppo del paese

Roma, 8 settembre 2026 (Agenbio) – Il trauma cranico è la prima causa di morte e disabilità nelle persone sotto i 40 anni a livello globale e colpisce ogni anno circa 69 milioni di persone nel mondo. Eppure, il modo in cui si produce, e soprattutto le probabilità di sopravvivervi, cambiano radicalmente a seconda del Paese in cui si vive. È quanto documenta il Global Neurosurgical Study-1 (GNS-I), pubblicato su Nature Medicine, che ha analizzato i dati di 100 ospedali in 29 Paesi classificati secondo l’Indice di Sviluppo Umano, il primo studio di questo tipo su scala realmente globale. Le differenze nelle cause del trauma sono già significative. Nei Paesi ad alto sviluppo, le cadute, in particolare negli anziani, rappresentano la causa predominante, riflettendo una popolazione più longeva e sistemi di trasporto più sicuri. Nei Paesi a basso e medio reddito, i traumi da incidente stradale dominano il quadro epidemiologico, in contesti caratterizzati da minore regolamentazione della sicurezza veicolare, scarso utilizzo di caschi e cinture, e alta densità di utenti vulnerabili della strada come pedoni e motociclisti. Le due realtà coesistono sullo stesso pianeta, ma generano profili di rischio profondamente diversi per caratteristiche demografiche, età dei pazienti e meccanismi lesivi. Le disparità più marcate emergono però sugli esiti clinici. La mortalità ospedaliera per trauma cranico varia in modo sostanziale tra i diversi livelli dell’Indice di Sviluppo Umano, riflettendo differenze nell’accesso alla neurochirurgia, nella disponibilità di terapia intensiva specializzata, nei tempi di trasporto al pronto soccorso e nella capacità diagnostica. I Paesi a basso reddito sopportano circa i due terzi del carico globale di trauma cranico con una frazione delle risorse disponibili per gestirlo. I dati del GNS-I forniscono per la prima volta una base empirica per orientare le politiche di investimento in neurochirurgia globale, identificando dove l’impatto di un potenziamento delle cure sarebbe maggiore. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00