Roma, 31 agosto 2026 (Agenbio) – Riconoscere in anticipo quali pazienti con dengue rischiano complicazioni può migliorare l’assistenza e ridurre la pressione sugli ospedali. Uno studio pubblicato su Nature Communications ha analizzato i dati del consorzio internazionale IDAMS, una coorte prospettica multicentrica condotta in otto Paesi dell’Asia e dell’America Latina. Tra 7.428 pazienti febbrili ambulatoriali, 2.230 avevano dengue confermata; 304 sono evoluti verso forme moderate o severe e 38 verso dengue severa. I ricercatori hanno costruito modelli predittivi usando dati clinici semplici, segni di allarme OMS e parametri ematologici. Basse percentuali di linfociti, riduzione di globuli bianchi e piastrine, vomito persistente e dolore addominale significativo sono emersi tra i predittori principali. L’accuratezza iniziale era moderata, ma migliorava aggiornando il modello con dati raccolti nei giorni successivi. Non è un test automatico, ma uno strumento di supporto al triage clinico. (Agenbio) Claudio De Rosa 9:00




