Batterio mangiacarne, l’Iss: “Rischio molto basso nei mari italiani”

Roma, 21 agosto 2026 (Agenbio) – Il rischio di contrarre un’infezione da Vibrio vulnificus nelle acque italiane è “estremamente basso”. A chiarirlo è l’Istituto superiore di sanità, dopo l’attenzione cresciuta intorno al cosiddetto “batterio mangiacarne”. In Europa, le condizioni più favorevoli alla proliferazione dei batteri del genere Vibrio si trovano soprattutto nel Mar Baltico e nel Mar Nero. L’infezione può essere contratta mangiando frutti di mare crudi o poco cotti contaminati oppure attraverso il contatto di ferite aperte con acqua marina o salmastra contaminata. Nel primo caso possono comparire disturbi gastrointestinali, mentre un’infezione attraverso una ferita può provocare rossore, vesciche e, nei casi più gravi, fascite necrotizzante. Più raramente può portare alla sepsi. Secondo l’Iss, il rischio nei mari italiani è limitato anche dalla loro elevata salinità. Vibrio vulnificus cresce infatti soprattutto con temperature superiori ai 18 gradi e una salinità tra 15 e 25 parti per mille, mentre quella media dei mari italiani è di circa 36. Per ridurre ulteriormente i rischi, gli esperti consigliano di non entrare in mare con ferite aperte e di evitare il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti. Le precauzioni sono particolarmente importanti per le persone immunocompromesse. (Agenbio) Des 12:00