Roma, 19 agosto 2026 (Agenbio) – Per la prima volta, un gruppo di ricercatori statunitensi ha utilizzato l’intelligenza artificiale per progettare e studiare virus che non esistono in natura. Lo studio, pubblicato su Science, è stato condotto dagli scienziati dell’Arc Institute di Palo Alto, in California. Il team ha addestrato il modello di IA “Evo” su milioni di sequenze genetiche provenienti da animali, piante, microbi e virus. L’obiettivo era capire se il sistema fosse in grado di riconoscere le regole che governano il Dna e utilizzarle per elaborare nuove sequenze. I ricercatori hanno quindi sintetizzato alcune delle sequenze generate dall’IA e le hanno inserite in batteri. Questi hanno prodotto virus capaci di infettare altri batteri, simili al Phi X-174, un virus già presente in natura e innocuo per l’uomo. Lo studio apre però una questione delicata sull’uso dell’IA nella biologia. Per ridurre i rischi, gli scienziati hanno escluso dall’addestramento i virus che colpiscono esseri umani e altri organismi. Secondo gli autori, il lavoro potrebbe aiutare a comprendere meglio il funzionamento dei virus, ma mostra anche quanto sia importante stabilire limiti chiari per l’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca biologica. (Agenbio) Des 11:00




