Roma, 18 agosto 2026 (Agenbio) – Il granchio blu, specie aliena invasiva che sta creando problemi ecologici ed economici lungo le coste italiane, può diventare anche una risorsa per la bioeconomia circolare. Ricercatori ENEA e dell’Università della Calabria hanno messo a punto un metodo per estrarre chitina di alta qualità dai carapaci di Callinectes sapidus, valorizzando scarti che possono rappresentare fino all’85% del peso del crostaceo. La tecnica prevede un pretrattamento termico dei carapaci, simile a quello già usato dall’industria di trasformazione, che facilita la rimozione di carbonati e fosfati, riduce tempi e reagenti chimici e migliora resa e purezza del prodotto. La chitina è un biopolimero naturale biodegradabile, biocompatibile e versatile, utilizzato in ambito alimentare, agricolo, cosmetico e biomedico. Il lavoro non risolve il problema ecologico del granchio blu, ma indica una possibile filiera di recupero sostenibile dei sottoprodotti. (Agenbio) Claudio De Rosa 11:00




