Roma, 4 agosto 2026 (Agenbio) – Le terapie antitumorali ricevute durante l’infanzia possono lasciare nel genoma delle recidive tracce mutazionali riconoscibili. Lo mostra uno studio pubblicato su Nature, che ha analizzato 611 genomi tumorali provenienti da 544 pazienti pediatrici inseriti in tre programmi di medicina di precisione in Canada, Australia e Stati Uniti.
I ricercatori hanno incrociato il sequenziamento dell’intero genoma con informazioni dettagliate su 86 esposizioni terapeutiche, ricostruendo le firme mutazionali associate ai trattamenti. Nei tumori comparsi dopo la terapia, chemioterapia e radioterapia sono risultate spesso una fonte importante di nuove alterazioni del DNA. I farmaci a base di platino hanno lasciato le impronte più evidenti, rilevabili in oltre un terzo dei tumori trattati entro un anno dall’esposizione. Il lavoro non mette in discussione il valore delle cure, che hanno aumentato la sopravvivenza pediatrica, ma offre strumenti per capire resistenze, recidive e possibili strategie future di de-escalation. (Agenbio) Claudio De Rosa 12:00




