Case di Comunità, Agenas vara le linee guida sulle équipe multidisciplinari. Biologi centrali per la sanità di prossimità

Roma, 28 luglio 2026 (Agenbio) – L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) ha pubblicato le attese Linee di indirizzo tecniche intitolate “Le équipe multiprofessionali e multidisciplinari nelle Case della Comunità”. Il documento, frutto del lavoro di un pool di esperti e di una successiva consultazione pubblica, definisce i modelli operativi che guideranno la trasformazione della sanità territoriale, ridisegnando le modalità di presa in carico del cittadino. Addio al lavoro “in serie”: si passa alla “geometria variabile”. Il cuore della riforma risiede nel definitivo superamento di un approccio frammentato alle cure. Come sottolineato nelle linee guida, nelle Case di Comunità non si lavorerà più “in serie” (un professionista dopo l’altro), bensì “in parallelo” e in modo “intrecciato”.

Il modello organizzativo prevede:

Core Team di base: composto stabilmente da medico di medicina generale (o pediatra di libera scelta), infermiere di famiglia e comunità, assistente sociale e supporto amministrativo.

Organizzazione a geometria variabile: una struttura flessibile che si amplia con altre figure specialistiche in base alle specifiche esigenze cliniche e cronicità del paziente.

Il Terzo Settore come “sentinella”: parrocchie, centri di aggregazione e società sportive collaboreranno attivamente per intercettare precocemente il disagio sociale (povertà, problemi abitativi, dipendenze) e attivare la rete istituzionale.

Il ruolo strategico dei Biologi nelle équipe specialistiche. In questo nuovo scenario a “geometria variabile”, resta l’assoluta centralità delle proprie figure professionali all’interno delle équipe specialistiche territoriali e delle micro-équipe di patologia. La transizione verso una medicina di prossimità e di prevenzione non può infatti prescindere dalle competenze del biologo. Nutrizione clinica e prevenzione: la gestione delle cronicità (diabete, cardiopatie, dislipidemie) e la promozione di sani stili di vita nelle comunità richiedono il coinvolgimento diretto del biologo nutrizionista.

Diagnostica di prossimità (Point of Care Testing): l’efficacia del monitoraggio domiciliare e territoriale necessita della supervisione scientifica dei professionisti della diagnostica di laboratorio, per garantire qualità e capillarità dei dati clinici. (Agenbio)