Autismo: una goccia di sangue potrebbe favorire la diagnosi precoce

Roma, 15 luglio 2026 (Agenbio) – Una semplice goccia di sangue potrebbe in futuro aiutare a individuare precocemente l’autismo. È il risultato di una ricerca coordinata dall’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Cnr di Bologna, pubblicata sulla rivista Nature Communications Medicine. La nuova tecnica analizza i globuli rossi per individuare segnali di stress ossidativo, una condizione che può influenzare lo sviluppo e la gravità del disturbo dello spettro autistico. Nei primi test, condotti su 58 bambini, il metodo ha raggiunto un’accuratezza del 93,2%. Sebbene la ricerca sia ancora nelle fasi iniziali, gli studiosi ipotizzano che in futuro l’esame possa essere integrato nei controlli eseguiti alla nascita, come il prelievo dal tallone, per identificare i bambini a maggior rischio e avviare tempestivamente il monitoraggio. La tecnica, derivata da tecnologie utilizzate anche nel monitoraggio satellitare, permette di analizzare le cellule del sangue senza procedure invasive o marcatori fluorescenti. I ricercatori precisano che serviranno studi più ampi per confermarne l’efficacia prima di un eventuale impiego nella pratica clinica. (Agenbio) Des 11:00