Tragedia alle Maldive: l’indagine sui protocolli riaccende il dibattito sulla sicurezza e il valore della biologia marina

Roma, 15 maggio 2026 (Agenbio) – La drammatica scomparsa di cinque subacquei italiani nelle acque dell’isola di Alimathà (atollo di Vaavu) ha spinto la Procura di Roma ad aprire un fascicolo d’indagine. L’attività dei magistrati capitolini si affiancherà a quella delle autorità di Malè per accertare le cause del decesso e verificare il rispetto dei protocolli di sicurezza a bordo della nave safari Duke of York. Oltre alla ricostruzione della dinamica e all’analisi dei materiali, l’inchiesta accende i riflettori su un tema di vitale importanza per la nostra comunità scientifica: la regolamentazione delle immersioni profonde e le tutele legali e operative riservate alla ricerca in biologia marina.

Il limite dei 30 metri e la deroga per la ricerca scientifica. I cinque sub si erano spinti all’interno di una grotta a oltre sessanta metri di profondità. Un’attività che, per legge, supera i limiti della subacquea ricreativa standard, fissati rigorosamente a 30 metri. Gli inquirenti stanno vagliando i permessi dell’imbarcazione proprio per capire la natura della spedizione: le normative internazionali prevedono infatti deroghe speciali a questi limiti esclusivamente per attività a scopo scientifico, condotte da professionisti formati per il campionamento, il monitoraggio e lo studio degli ecosistemi profondi (zona mesofotica).Questo tragico evento richiama l’attenzione sulla necessità di valorizzare e proteggere il lavoro dei biologi marini. Chi opera in mare per scopi scientifici non compie semplici escursioni, ma attività professionali ad alto rischio che richiedono:protocolli rigidi e standard di sicurezza superiori a quelli turistici.

Certificazioni specifiche per l’utilizzo di miscele respiratorie speciali (es. Trimix) indispensabili oltre i 40 metri.Tracciabilità assoluta della filiera di ricarica delle bombole, oggi sotto la lente della Procura per il sospetto di una possibile contaminazione dei gas.

Tutelare chi studia e difende il mare. La biologia marina rappresenta uno dei pilastri della transizione ecologica e della tutela della biodiversità globale. Esplorare gli ambienti di grotta e i fondali oceanici è fondamentale per comprendere i cambiamenti climatici e proteggere le risorse ittiche. Tuttavia, la ricerca scientifica sul campo non può prescindere da una cornice legale e tecnica che garantisca la massima sicurezza degli operatori.La Polizia maldiviana ha sequestrato tutte le attrezzature e si attende il recupero delle salme per le autopsie, che potrebbero essere ripetute in Italia. Sarà l’ascolto dei venti testimoni a bordo a chiarire se si sia trattato di una tragica fatalità, di un problema tecnico o di una forzatura dei protocolli scientifici.La FNOB, nel ribadire il proprio cordoglio per le vittime, sottolinea l’importanza di difendere il valore della professione scientifica in mare, auspicando che venga fatta piena luce sulla conformità delle procedure adottate in questa spedizione. (Agenbio)