Dalla proteomica plasmatica nuove piste per prevedere mortalità e malattie cardiovascolari

Roma, 14 aprile 2026 (Agenbio) – Analizzare le proteine presenti nel sangue potrebbe permettere di prevedere con anni di anticipo il rischio di morte e di eventi cardiovascolari. È quanto emerge da uno studio condotto su oltre 39.000 persone della UK Biobank, che ha valutato il ruolo della proteomica plasmatica nei soggetti con Sindrome cardiovascolare-renale-metabolica nelle fasi iniziali. I ricercatori hanno identificato centinaia di proteine associate al rischio di mortalità: 56 legate in modo significativo agli eventi cardiovascolari e 269 alla mortalità per tutte le cause. Integrando questi dati con modelli avanzati di Machine learning, è stato possibile individuare un gruppo ristretto di proteine “chiave” capaci di migliorare sensibilmente la capacità predittiva rispetto ai modelli tradizionali basati su fattori di rischio clinici. Un dato particolarmente rilevante riguarda il tempo: alcune di queste proteine risultano alterate fino a dieci anni prima della morte, mostrando un andamento progressivo nel tempo. Questo suggerisce che i cambiamenti molecolari precedono di molto la comparsa dei sintomi clinici, aprendo una finestra preziosa per la prevenzione. Combinare biomarcatori proteici e dati clinici permette quindi una stratificazione più precisa del rischio, distinguendo con maggiore accuratezza i pazienti più vulnerabili. In prospettiva, questo approccio potrebbe trasformare la medicina preventiva, rendendo possibile intervenire in modo mirato molto prima che le malattie cardiovascolari diventino manifeste. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00