Roma, 9 marzo 2026 (Agenbio) – Il diabete non arreca danni soltanto a organi e vasi sanguigni, ma prende di mira anche il sistema nervoso centrale a causa dello stretto legame esistente tra cervello e metabolismo. Ne consegue che, oltre a disturbi della memoria e della concentrazione, possono essere influenzati anche i meccanismi con cui attribuiamo importanza emotiva agli stimoli e interpretiamo le esperienze, dando origine a disfunzioni dell’umore, sintomi depressivi e difficoltà cognitive. È quanto emerge da una ricerca condotta dall’Irccs Neuromed e dall’università La Sapienza di Roma, pubblicata sulla rivista Neurobiology of Disease, che ha analizzato gli effetti del diabete su particolari strutture cerebrali chiamate reti perineuronali. Queste reti circondano i neuroni come una sorta di impalcatura di sostegno, facendo parte della matrice e contribuiscono a stabilizzare le connessioni tra i neuroni, regolando l’equilibrio e il funzionamento dei circuiti cerebrali. In particolare, i ricercatori hanno osservato che, in presenza di diabete, queste strutture risultano più dense nella corteccia insulare, una regione del cervello che fa parte di un sistema cerebrale chiamato rete della salienza. È il circuito che ci permette di stabilire quanto uno stimolo sia rilevante per noi e se abbia un valore emotivo positivo o negativo. In altre parole, contribuisce a decidere cosa merita attenzione, cosa ci attrae e cosa, invece, ci mette in allarme. Al contrario, in altre aree del cervello il diabete si associa a una riduzione di queste strutture, segno che la malattia non altera il sistema nervoso in modo uniforme, ma rimodella selettivamente diversi circuiti. (Agenbio) Etr 11:00




