Roma, 5 febbraio 2026 (Agenbio) – Da anni gli epidemiologi osservano un dato curioso: cancro e Alzheimer raramente coesistono nella stessa persona. Un nuovo studio sperimentale suggerisce ora una possibile spiegazione biologica. Una proteina prodotta dalle cellule tumorali sembra raggiungere il cervello e contrastare l’accumulo di proteine mal ripiegate, uno dei meccanismi chiave della malattia di Alzheimer. L’attenzione degli studiosi si è concentrata su una proteina chiamata cistatina C, che può attraversare la barriera che protegge il cervello, la barriera emato-encefalica. Una volta che la cistatina C è dentro il cervello, aiuta a rompere gli aggregati proteici che sono tossici per i neuroni. In questo modo, la cistatina C aiuta a mantenere la funzione neuronale, ovvero a far funzionare correttamente i neuroni del cervello. Questo potrebbe essere un passo importante per capire meglio l’Alzheimer e forse trovare nuove cure. Il risultato non implica che il cancro protegga dall’Alzheimer, ma suggerisce che alcune strategie biologiche usate dalle cellule tumorali potrebbero essere sfruttate a fini terapeutici. Comprendere questi meccanismi apre nuove prospettive per lo sviluppo di farmaci in grado di rallentare o prevenire la neurodegenerazione. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00




