Roma, 5 febbraio 2026 (Agenbio) – Il respiro che esaliamo potrebbe svelare molti segreti sul nostro intestino. Uno studio pubblicato su Cell Metabolism rivela che il respiro contiene molecole che rispecchiano la composizione del microbiota intestinale. Ciò potrebbe portare a nuovi strumenti diagnostici semplici e non invasivi. Gli scienziati hanno scoperto che certi composti che vengono rilasciati quando respiriamo sono collegati a determinati batteri che si trovano nell’intestino. Alcuni di questi batteri possono causare problemi di salute, come l’asma. Questo studio mostra che le sostanze prodotte dai batteri intestinali possono entrare nel sangue, essere modificate dal nostro organismo e poi eliminate quando espiriamo. Finora lo studio del microbiota si è basato soprattutto sull’analisi delle feci, una procedura complessa e poco pratica. La possibilità di “leggere” il microbiota attraverso il respiro suggerisce invece lo sviluppo di dispositivi rapidi per monitorare infezioni o condizioni influenzate dai batteri intestinali. Un approccio che potrebbe rendere la diagnosi più semplice, veloce e accessibile. Dal punto di vista biologico, il risultato si inserisce nel filone di studi sulla cosiddetta breathomics: l’analisi dei composti organici volatili presenti nel respiro. Molti di questi metaboliti derivano dall’attività dei batteri intestinali, entrano nel circolo sanguigno e vengono eliminati attraverso i polmoni. Questo asse intestino–fegato–polmone spiega come alterazioni del microbiota possano riflettersi nella composizione dell’aria espirata. Sebbene l’analisi del respiro non possa sostituire gli studi sul microbiota fecale, offre un approccio rapido e non invasivo per intercettare cambiamenti microbici rilevanti, soprattutto in età pediatrica o in contesti di screening. (Agenbio) Emanuela Birra 14:00




