Roma, 14 gennaio 2026 (Agenbio) – Per anni si è pensato che agire sulla serotonina potesse ridurre l’aggressività e prevenire la violenza impulsiva. Un ampio studio clinico dimostra ora che non è così. I farmaci antidepressivi che modulano questo neurotrasmettitore non riducono le ricadute violente rispetto al placebo. Uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università del New South Wales in Australia ha esaminato gli effetti della sertralina su uomini con un passato di violenza e alta aggressività. Sono stati coinvolti oltre 600 uomini, che per un anno hanno assunto sertralina o un placebo, senza conoscere il tipo di trattamento che stavano seguendo. I risultati dello studio sono stati molto chiari: la percentuale di nuovi episodi di violenza è risultata essere quasi identica nei due gruppi di partecipanti. Ciò significa che il trattamento con sertralina non ha fornito alcuna protezione aggiuntiva contro la violenza. La ricerca non ha riscontrato alcun beneficio significativo dell’uso di sertralina nel ridurre i comportamenti violenti in questi uomini. La sertralina è un farmaco comunemente utilizzato per trattare disturbi dell’umore e ansia, ma questo studio suggerisce che non sia efficace nel prevenire la violenza in individui con un passato di comportamenti aggressivi. Lo studio, pubblicato su eClinicalMedicine del gruppo Lancet, mette in discussione l’idea che la violenza impulsiva possa essere contenuta intervenendo solo sulla chimica cerebrale. Il legame tra serotonina e aggressività esiste, ma non basta modificarlo per cambiare il comportamento. Il messaggio clinico è netto: gli antidepressivi sono fondamentali per depressione e disturbi d’ansia, ma non devono essere considerati uno strumento efficace per ridurre l’aggressività o prevenire la violenza. Per questo servono interventi psicologici, sociali e riabilitativi mirati, non scorciatoie farmacologiche. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00




