E-­­commerce di alimenti

Negli ultimi anni, e specialmente in prossimità di ricorrenze (compleanni, anniversari, ecc.) e delle festività (San Valentino, Festa del Papà e della Mamma, Natale), si incrementa l’acquisto on-­line di regali.

Sempre più persone compera attraverso l’e-­commerce diversi beni (libri, dvd, oggetti vari ed abbigliamento), ma in Italia questa modalità di acquisto stenta a decollare quando si tratta di prodotti enogastronomici.

Recentemente in un seguito programma radiofonico e nel settimanale “IO Donna” mi è stato chiesto il perché di tale fenomeno, ma avendo avuto in quelle occasioni poco spazio per analizzare il problema ho deciso di approfondire quest’argomento con la presente News.

Come accennato in premessa, gli italiani non acquistano on-­line grandi quantità di prodotti alimentari. Tale diffidenza verso questa modalità di acquisto, principalmente quando si parla di prodotti eno-­gastronomici, nasce soprattutto dalla paura di incorrere in frodi-­contraffazioni (agro-­pirateria) alimentata dai fatti di cronaca che sempre più spesso riportano casi di adulterazioni (modificazione della composizione naturale), contraffazioni (es. vendita di pesce surgelato per fresco), sofisticazioni (es. aggiunta di sostanze non consentite per migliorare gli aspetti organolettici quali odore, colore, sapore e consistenza) e di alterazioni. Oltre a queste motivazioni molte persone hanno paura di incorrere in cibi insalubri (es. con contaminazione microbiologica e/o chimica) o di scarsa qualità. Insomma in Italia si è parecchio allertati verso il commercio elettronico di prodotti alimentari eppure questi sono oggetto di costanti controlli (ovviamente “a campione”) ad opera degli organi preposti (dogana, asl, nas, nac, reparti repressione frodi, ecc.).

Nonostante tale diffidenza alcune tipologie di prodotti stanno vivendo un incremento di vendite. Tra questi vi sono prodotti enologici (vini, spumanti, ecc.) i super alcolici, i prodotti biologici, gli integratori alimentari e i cosiddetti prodotti territoriali (derrate alimentari locali e quindi spesso a km 0).

Al fine di evitare spiacevoli sorprese quando si effettuano acquisti eno-­gastronomici on-­line bisognerebbe porre particolare attenzione nel momento in cui si acquistano alcuni prodotti quali:

a) i prodotti deperibili (latte e i suoi derivati, carne e pesci ed i loro derivati) in quanto di facile contaminazione e proliferazione microbica oltre che richiedere specifiche modalità di trasporto al fine di rispettare la catena del freddo (-­18°C per i prodotti congelati e surgelati e +4°C per i refrigerati);

b) i prodotti che provengono da Paesi extra UE in quanto nelle nazioni d’origine potrebbero essere soggetti a dei controlli meno severi;

c) i prodotti definiti wild meat (cioè carne di animali selvatici) e gli alimenti etnici perché potrebbero essere vettori di microrganismi patogeni per l’uomo;

d) i prodotti che potrebbero contenere allergeni la cui indicazione risulta sempre obbligatoria;

e) i prodotti venduti con un forte ribasso di prezzo rispetto a quello di mercato in quanto spesso dietro tali offerte e promozioni vi sono operazioni poco trasparenti e a volte anche illecite (agro-­piraterie).

In definitiva quando si acquistano alimenti on-­line bisogna agire con consapevolezza in quanto è più facile incorrere in problemi.

Nelle pagine web dei siti bisogna sempre verificare la provenienza che possibilmente deve essere dell’UE, la data di scadenza, le modalità di trasporto (a tal proposito è sempre meglio preferire i prodotti locali in quanto freschi e non soggetti a possibili deterioramenti durante lo spostamento), il tipo di packaging (imballaggio) al fine di evitare i problemi di alcuni M.O.C.A. (Materiali ed Oggetti a Contatto con gli Alimenti) quali il rilascio totale e/o specifico di alcuni metalli o di altre sostanze. Insomma acquistare in sicurezza alimenti on-­line non è un’operazione facile!

Attualmente per i prodotti sfusi acquistati mediante tecniche di comunicazione a distanza risulta obbligatoria, salvo prossime indicazioni a carattere nazionale, l’indicazione degli eventuali allergeni presenti mentre per i prodotti pre-­ imballati sono richieste le seguenti indicazioni obbligatorie: denominazione dell’alimento e la quantità netta, elenco degli ingredienti e le loro quantità, coadiuvanti tecnologici, allergeni e sostanze che potrebbero causare intolleranze, le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego, il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare, il paese d’origine o il luogo di provenienza ove previsto, le istruzioni per l’uso per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento, per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume si deve indicare il titolo alcolometrico volumico effettivo e la dichiarazione nutrizionale.

Grazie al recente Regolamento UE 1169/2011 si è fatto un passo avanti in questo settore infatti il considerando (27) della suddetta norma recita “Al fine di garantire la disponibilità di informazioni sugli alimenti, è necessario prendere in considerazione tutte le forme in cui gli alimenti sono forniti ai consumatori, compresa la vendita di alimenti mediante tecniche di comunicazione a distanza. Anche se è evidente che qualunque alimento fornito mediante la vendita a distanza dovrebbe rispettare gli stessi requisiti di informazione degli alimenti venduti nei negozi, è necessario chiarire che, in tali casi, le informazioni obbligatorie sugli alimenti dovrebbero essere disponibili anche prima che sia effettuato l’acquisto” mentre l’art. 14 (Vendita a distanza) prevede quanto segue:

1. per gli alimenti preimballati messi in vendita mediante tecniche di comunicazione a istanza: Fatti salvi i requisiti d’informazione previsti dall’articolo 9 (Elenco delle indicazioni obbligatorie),

a) le informazioni obbligatorie sugli alimenti, a eccezione delle indicazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera f), sono disponibili prima della conclusione dell’acquisto e appaiono sul supporto della vendita a distanza o sono fornite mediante qualunque altro mezzo adeguato chiaramente individuato dall’operatore del settore alimentare. Quando si usano altri mezzi adeguati, le informazioni obbligatorie sugli alimenti sono fornite senza che l’operatore del settore alimentare imponga costi supplementari ai consumatori;

b) tutte le indicazioni obbligatorie sono disponibili al momento della consegna.

2. Nel caso di alimenti non preimballati messi in vendita mediante tecniche di comunicazione a distanza, le indicazioni richieste a norma dell’articolo 44 sono rese disponibili ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo.

3. Il paragrafo 1, lettera a), non si applica agli alimenti messi in vendita tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati.

 

Ovviamente queste disposizioni preponderano rispetto a quelle riportate nel D.Lgs. 21/2014 (recepimento della Direttiva “Consumatori” 2011/83/UE) anche se introdotte nel Codice del Consumo grazie al fatto che la citata direttiva prevedeva (art. 3 e considerando 11) che “… le comunicazioni elettroniche. … l’etichettatura dei prodotti alimentari … sono lasciate impregiudicate …”. Quindi l’art. 14 del Reg. 1169/11 in questo momento è la disposizione di riferimento.

Nonostante la maggior tutela nell’e-­‐commerce derivante dall’applicazione dell’art. 14 molti tecnici del settore ed anche organi di controllo si stanno già ponendo delle domande in merito a dei punti lacunosi. Uno di questi è rappresentato dalla responsabilità o per meglio dire dalla ripartizione di questa. Non sempre il produttore è la stessa figura che vende i prodotti alimentari, infatti spesso vi è l’intermediazione (una sorta di “vetrina” virtuale) dell’intercessore web che mette in comunicazione i produttori/venditori con i potenziali compratori. In questi casi come deve essere disciplinata la responsabilità dei differenti operatori?

Altro quesito è quello inerente la lingua attraverso la quale si dovrebbero dare tutte le informazioni obbligatorie precedentemente indicate. Si deve adoperare l’inglese in quanto lingua più usata nelle transazioni economiche oppure la lingua del Paese produttore del prodotti alimentari in vendita o quella del Paese dove questi vengono acquistati? In conclusione si può affermare che in merito al commercio on-­‐line dei prodotti enogastronomici e alla tutela dei consumatori si è fatto un grande passo avanti però permangono ancora delle carenze che andrebbero quanto prima risolte.

 

 

 

Dr. Luciano O. Atzori

Consigliere e Segretario dell’Ordine Nazionale dei Biologi

Coordinatore della Commissione permanente di Studio dell’ONB “Igiene, Sicurezza e Qualità”

Delegato nazionale per l’Igiene, la Sicurezza e la Qualità

Coordinatore del Comitato EXPO2015

Esperto in Sicurezza degli Alimenti e in Tutela della Salute

 

Le NEWS sull’Igiene, Sicurezza e Qualità rappresentano una forma efficace ed efficiente di informazione/formazione di natura tecnico-­scientifica, legislativo-­giuridica, burocratica e di etica professionale, completamente gratuita, utile ai Biologi che operano, o intendono operare, nel settore della Sicurezza Alimentare, della Sicurezza sul Lavoro e dei sistemi di Qualità e a tutti coloro che vogliono essere informati sulla sicurezza degli alimenti.

 

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