“Aperitivo con il Presidente”: a Perugia il confronto con D’Anna (FNOB) sul futuro della professione di Biologo

Al centro dell’iniziativa le riforme dell’Albo, la delle competenze professionali, le nuove opportunità formative e la necessità di una maggiore partecipazione alla vita ordinistica

Un momento di incontro, confronto e approfondimento sulle prospettive della professione di Biologo, ma anche un’occasione per fare il punto sul lavoro svolto dalla Federazione e sulle trasformazioni che stanno interessando la categoria. Sabato 31 ottobre, nei suggestivi spazi dell’ex scuderia dell’Hotel “Posta Donini 1579” di Perugia, si è svolto un nuovo appuntamento di “Aperitivo con il Presidente”, l’iniziativa promossa dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) per favorire il dialogo diretto tra i vertici della Federazione e i biologi iscritti agli Ordini territoriali.

Questa volta, dopo i biologi fiorentini (17 ottobre), a incontrare il presidente della FNOB, sen. Vincenzo D’Anna, sono stati gli iscritti dell’Umbria. Tra i presenti i consiglieri uscenti del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Biologi della Toscana e dell’Umbria (OBToU): Claudia Trippetti, Marco Ballerini, Gianni Zocchi, Massimo Moretti, Filippo Carlucci, Stefano Brancorsini e Marco Giampaoli.

Nel corso del suo intervento, D’Anna ha ripercorso le principali tappe dell’attività ordinistica e federativa, soffermandosi sui risultati conseguiti, sulle riforme in itinere e sulle nuove prospettive che si stanno aprendo per la professione. Non è mancato, tuttavia, un richiamo diretto agli iscritti, invitati a partecipare con maggiore consapevolezza e interesse alla vita della categoria.

Dall’Ordine distante di ieri all’Ordine più vicino di oggi
D’Anna ha innanzitutto rievocato la storia, recente e meno recente, dell’Ordine, ricordando quanto, in passato, l’Ente fosse spesso lontano dalle reali esigenze e dalle istanze dei biologi. Una condizione che, secondo il presidente, “appartiene ormai al passato, grazie a una serrata attività di rappresentanza, informazione, promozione di eventi e tutela che la FNOB porta avanti attraverso molteplici iniziative”.

L’ironia sulle mail mai aperte
Proprio sul tema dell’informazione, il presidente ha richiamato l’attenzione sulle numerose comunicazioni che la Federazione invia periodicamente agli iscritti per aggiornarli sulle attività svolte, sugli eventi messi in cantiere, sulle novità normative e sulle opportunità professionali. Comunicazioni che, tuttavia, non sempre sembrano suscitare l’attenzione sperata: D’Anna ha infatti sottolineato, con una certa ironia, come molti colleghi “non si prendano neppure la briga di aprire le email ricevute”.

I numeri del portale istituzionale
Un disinteresse che, a suo giudizio, stride con le tante attività messe in campo dalla Federazione. A tal proposito, il presidente ha citato anche i numeri del portale istituzionale della FNOB, che registra mediamente tra 900mila e un milione di accessi al mese. Un dato significativo, ma che nasconde un particolare: soltanto il 10% circa dei visitatori sarebbe costituito da biologi, mentre la restante parte è rappresentata da cittadini interessati alle informazioni e alle notizie pubblicate.

Appello a seguire il lavoro della FNOB
“Possibile che queste notizie interessino i cittadini, ma non i biologi?”, è stato, in sostanza, il quesito polemico posto da D’Anna alla platea. Da qui l’invito a seguire con maggiore assiduità il lavoro della Federazione e a leggere anche il giornale online della FNOB, la cui consultazione consente, peraltro, di acquisire crediti formativi.

“Il vecchio Ordine? Non esiste più”
“Il vecchio Ordine, quello distante, quello per cui uno un tempo si lamentava chiedendo: ‘Dove sta? Perché non fa niente?’, in realtà non esiste più”, ha ribadito il presidente, sollecitando i colleghi a superare atteggiamenti di passività e a diventare “pienamente protagonisti della vita professionale”.

Le nuove frontiere delle scienze biologiche e la formazione dei giovani
Un altro passaggio importante dell’incontro ha riguardato la profonda evoluzione che, negli ultimi anni, ha interessato le scienze biologiche. Un settore che ha progressivamente ampliato i propri orizzonti, aprendosi a discipline e ambiti di applicazione sempre più diversificati: dalla genetica alla genomica, dalla medicina predittiva alla biologia marina, fino alla bioinformatica e alle nuove frontiere della ricerca. Un cambiamento che impone anche una diversa visione della professione e, soprattutto, una maggiore capacità di intercettare le opportunità offerte dai nuovi scenari scientifici e tecnologici.

Scuole di formazione e nuove strade da percorrere
“Stiamo indicando ai giovani delle nuove strade da percorrere”, ha sottolineato D’Anna, richiamando l’attenzione sulle scuole di formazione attivate dalla FNOB. Percorsi pensati per accompagnare i professionisti verso competenze specialistiche e nuovi sbocchi lavorativi, con un elemento qualificante: “Le scuole certificheranno crediti reali, validi cioè anche per eventuali concorsi”. L’obiettivo è dunque quello di offrire ai biologi strumenti formativi concreti, capaci di tradursi in un effettivo riconoscimento delle competenze acquisite e in maggiori possibilità di inserimento e progressione professionale.

Il DPR 328/2001 e il riconoscimento delle competenze
Ampio spazio è stato dedicato alla recente approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, della modifica del DPR 328/2001, che disciplina l’accesso e l’esercizio delle professioni regolamentate, con particolare riferimento alla professione sanitaria di Biologo. D’Anna ha definito il provvedimento “un importante traguardo per tutta la categoria”, ricordando come “l’adeguamento e l’inquadramento delle competenze nelle aree della biologia generale e biomedica, dell’ambiente e della nutrizione, igiene e sicurezza alimentare consentiranno ai biologi di operare in un quadro di maggiore certezza giuridica e di collaborare con le altre professioni sanitarie”.

Un passo avanti importante per la tutela dell’ambiente
“Si tratta di un passo avanti importante per la tutela dell’ambiente, la prevenzione delle patologie emergenti e lo sviluppo delle nuove conoscenze nell’ambito delle scienze della vita, secondo la visione integrata dell’approccio One Health”, ha evidenziato il presidente della FNOB. Un risultato che, nella prospettiva illustrata da D’Anna, “apre nuove opportunità per la ricerca e per l’applicazione delle competenze biologiche nei settori sanitario, sociosanitario e ambientale, con ricadute positive per l’intera collettività”.

Legge Lorenzin? No, legge…D’Anna
D’Anna ha inoltre rievocato il complesso iter che ha accompagnato l’approvazione della cosiddetta legge Lorenzin, arrivando a ironizzare sulla sua stessa denominazione: “In realtà dovrebbe chiamarsi legge D’Anna”, ha osservato, richiamando il contributo e l’impegno profusi nel percorso che ha portato al riconoscimento della professione di Biologo nell’ambito delle professioni sanitarie.

Medicina predittiva, la sfida del futuro
Guardando alle prospettive della professione, particolare attenzione è stata riservata alla medicina predittiva, ambito nel quale il biologo sarà chiamato a svolgere un ruolo sempre più rilevante. La possibilità di individuare precocemente predisposizioni e fattori di rischio attraverso l’analisi dei dati biologici e genetici rappresenta, infatti, una delle frontiere più promettenti della medicina contemporanea. “Il biologo sarà il professionista sanitario del futuro”, ha affermato D’Anna, indicando proprio nella medicina predittiva uno dei settori nei quali le competenze biologiche potranno trovare una valorizzazione sempre maggiore.

Farmacia dei servizi, così non vale
Di segno diverso, ma altrettanto significativo, il passaggio dedicato alla cosiddetta “farmacia dei servizi”. Il presidente ha ripercorso le criticità legate alla sua genesi e alla progressiva estensione delle prestazioni diagnostiche effettuabili nelle farmacie, soffermandosi in particolare sulla possibilità di realizzare veri e propri laboratori di analisi in spazi accessori degli esercizi farmaceutici. Una prospettiva rispetto alla quale D’Anna ha manifestato forti perplessità, invocando la necessità di porre un freno a un modello che, a suo giudizio, rischia di incidere sulle competenze e sulle prerogative dei laboratori professionali. “Bisogna dire basta”, è stato il senso del suo intervento.

Point of Care, ecco cosa cambia
Il presidente ha quindi annunciato che si sta andando verso una riduzione del numero delle analisi effettuabili attraverso i Point of Care, aggiungendo che la FNOB è presente anche ai tavoli istituzionali dedicati alla definizione delle tariffe. “Sediamo ai tavoli delle tariffe. Anche queste crediamo che aumenteranno”, ha dichiarato, lasciando intendere che il confronto in corso potrebbe portare a ulteriori novità per la categoria.

Albo, nuove regole di accesso e tutela della professione
Tra gli argomenti affrontati anche la riorganizzazione dell’Albo e le modalità di accesso alla professione. D’Anna ha ricordato come, in passato, fosse possibile iscriversi anche attraverso il possesso di titoli accademici non sempre strettamente riconducibili alle discipline biologiche, una situazione che la Federazione ha progressivamente cercato di correggere, intervenendo sui requisiti e sulle procedure. “Ci abbiamo messo una pezza e regolarizzato un po’ di cose”, ha osservato il presidente, anticipando ulteriori novità sul fronte delle iscrizioni. Il principio richiamato è quello della necessaria corrispondenza tra esercizio della professione e iscrizione all’Albo: “Eserciti? Dunque devi iscriverti!”.

Iscritti, il numero è in netto aumento
D’Anna ha quindi ricordato la crescita numerica della categoria, passata dai circa 40mila iscritti di qualche anno fa agli attuali 55mila. Un’espansione che, insieme all’ampliamento delle competenze e dei settori di attività, rende ancora più importante disporre di un sistema ordinistico capace di garantire rappresentanza, regole chiare e tutela effettiva dei professionisti.

Partecipare per essere protagonisti
L’incontro di Perugia ha confermato, dunque, la volontà della FNOB di mantenere un rapporto diretto con gli iscritti, portando il confronto fuori dalle sedi istituzionali e creando occasioni di dialogo sui temi che incidono concretamente sulla professione. Ma dal presidente è arrivato anche un messaggio preciso: il lavoro degli organismi rappresentativi, per quanto articolato e impegnativo, non può prescindere dalla partecipazione dei singoli professionisti. Informarsi, seguire le attività della Federazione, conoscere le novità normative e formative e contribuire alla discussione sulle prospettive della categoria sono comportamenti che, nella visione di D’Anna, devono diventare parte integrante della vita professionale di ogni biologo.

Un confronto sul presente e sul futuro
L'”Aperitivo con il Presidente”: si conferma così un’occasione che va oltre il semplice momento conviviale: un confronto sul presente e sul futuro di una professione in continua evoluzione, nella consapevolezza che i risultati raggiunti dalle istituzioni ordinistiche acquistano pieno significato soltanto quando diventano patrimonio condiviso e strumento di crescita per tutta la categoria.