Aree marine protette: il divieto di pesca fa la differenza

Roma, 29 ottobre 2026 (Agenbio) – Tracciare un confine in mare non basta a ridurre la pressione della pesca. Millenne Ohanna, Juliette Jacquemont e Joachim Claudet hanno confrontato l’attività di pesca industriale prima e dopo l’istituzione di 861 aree marine protette, distribuite nei diversi bacini oceanici. Nello studio pubblicato online il 14 ottobre 2026 su Science Advances, la maggior parte delle aree non mostra una diminuzione dell’attività; un calo significativo è associato alle zone integralmente protette, dove la pesca è vietata. Il risultato richiama l’attenzione sull’efficacia delle regole, oltre che sull’estensione delle aree tutelate. L’analisi misura però la pressione della pesca industriale: da sola non quantifica il recupero della biodiversità né descrive tutta la pesca che può svolgersi in quelle acque. (Agenbio) Claudio De Rosa 11:00