Ecotossicologia a Napoli, biologia marina a Reggio Calabria, nutrizione a Milano e un progetto itinerante di citizen science. In arrivo anche una partnership universitaria per la ricerca. A Cagliari biologi a confronto su microbi, alimentazione ed ecosistemi
Quasi uno a settimana. È il ritmo degli eventi formativi organizzati dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi nell’ultimo anno: 58 in tutto, 28 in presenza, gli altri offerti gratuitamente agli iscritti. Numeri che il presidente Vincenzo D’Anna rivendica dal palco di Cagliari, aprendo il convegno “Impatto Globale: Ambiente, Nutrizione e Salute”. E che diventano il trampolino per la sfida successiva: portare i biologi dall’aula al campo. Perché un Ordine, avverte D’Anna, “deve dare l’opportunità non solo di sapere ma di saper fare”.
La formula è netta: “Il sapere e il saper fare devono camminare sotto braccio”. Dietro lo slogan c’è una mappa precisa. “Nascerà una scuola di ecotossicologia a Napoli”, annuncia il presidente. A Reggio Calabria la Scuola di Biologia Marina è già realtà. A Milano arriverà “la scuola di nutrizione, sia quella sportiva che quella normale”. E poi Citizen Science, il progetto “che girerà per l’Italia” portando la biologia fuori dai laboratori.
Il fronte della ricerca è il prossimo. La Fondazione Italiana Biologi si prepara a entrare in un grande ateneo: “Avremo tra poco con la FIB l’ingresso in una grossa università”, spiega D’Anna, un’istituzione “che avrà una partnership con noi per avviare un progetto di ricerca”.
Cagliari, dai batteri buoni alle miniere da bonificare
Antibiotici nascosti nel suolo, batteri che ripuliscono un’ex miniera, microbi che decidono come invecchiamo. Il convegno sardo, con la FNOB provider ECM e la responsabilità scientifica di Livia Galletti, Flavio Orrù ed Elvira Tarsitano, mette in fila le frontiere dove il biologo è già protagonista. La prolusione di D’Anna traccia la cornice: biodiversità microbica, resilienza ambientale, rigenerazione degli ecosistemi, e il ruolo della professione al crocevia tra ambiente, nutrizione e salute.
La mattina, moderata da Laura Dazzi e Antonietta Foggiano, è dedicata al rapporto tra microbi e organismo. Livia Galletti, componente del Comitato Centrale FNOB, apre su microbioti e approccio One Health. Flavio Sacco racconta come fermentazioni e microbi benefici stiano ridisegnando la nutrizione del futuro, tra innovazione e tradizione. Romina Giuliani spiega l’olobionte, l’organismo inteso come alleanza tra ospite e microbiota. Sebastiano Banni, direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Cagliari, lega flessibilità metabolica, composizione corporea e longevità. In chiusura, la tavola rotonda con Francesco Piredda sui diversi ruoli dei biologi tra nutrizione, microbi e salute.
Il pomeriggio, moderato da Flavio Orrù e Giuseppe Vitale, sposta il fuoco sul territorio. Roberto Angius e Claudia Porcu dell’ARPAS portano i dati del monitoraggio ambientale: criticità e impatti sugli ecosistemi. Giovanni Delogu, dell’Università di Parma, indica nei microrganismi del suolo una fonte di nuovi antibiotici. Chiara Alisi, dell’ENEA, presenta il progetto Return: piante e batteri al lavoro insieme per risanare un ex sito minerario sardo. Francesco Aru chiude il cerchio con gli ecosistemi letti come capitale naturale e conduce la tavola rotonda finale sulla rigenerazione ecosistemica in Sardegna.















