Sepsi, perché il tempo può fare la differenza: i segnali da non ignorare

Roma, 24 settembre 2026 (Agenbio) – La sepsi è una risposta alterata dell’organismo a un’infezione che può danneggiare tessuti e organi e trasformarsi in un’emergenza potenzialmente letale. Ecco perché riconoscerla e intervenire senza perdere tempo può essere decisivo. In occasione della Giornata mondiale della sepsi, che si è celebrata il 13 settembre, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) ha richiamato l’attenzione su una condizione ancora poco conosciuta. In Italia si stimano circa 250mila casi ogni anno, con un numero di decessi che può arrivare a 70mila. A livello globale, un’analisi del Global Burden of Disease pubblicata nel 2025 ha stimato per il 2021 circa 166 milioni di episodi e 21,4 milioni di morti associate alla sepsi. La condizione può partire da infezioni molto diverse, dalla polmonite a quelle urinarie o addominali, fino alle infezioni ospedaliere. Il peggioramento può essere rapido e portare allo shock settico e all’insufficienza di più organi. Tra i campanelli d’allarme indicati dagli infettivologi ci sono difficoltà respiratoria, confusione, sonnolenza marcata, pressione bassa, riduzione delle urine e un rapido peggioramento generale durante un’infezione. In presenza di questi segnali è necessaria una valutazione medica urgente. (Agenbio) Des 13:00