Linguaggio e connettoma cerebrale: una rete neurale individuale e stabile apre nuove prospettive sull’afasia

Roma, 7 settembre 2026 (Agenbio) – Per decenni, la neuroscienza del linguaggio ha cercato di localizzare la capacità linguistica in aree cerebrali fisse e universali — dall’area di Broca all’area di Wernicke — costruendo mappe anatomiche del cervello parlante valide per tutti. Uno studio pubblicato su Nature Communications da ricercatori del MIT e di Stanford propone una revisione profonda di questo paradigma: il linguaggio non risiede in regioni anatomiche standardizzate, ma in una rete neurale individuale, variabile da persona a persona, e identificabile con precisione attraverso il connettoma funzionale del singolo soggetto.

I ricercatori hanno analizzato oltre 1.900 risonanze magnetiche funzionali di 1.199 partecipanti impegnati in compiti eterogenei, alcuni linguistici, come la lettura ad alta voce, altri del tutto privi di componente verbale, come l’abbinamento visivo di forme geometriche. L’obiettivo era verificare se la rete neurale del linguaggio fosse identificabile anche in assenza di attivazione linguistica diretta, semplicemente osservando i pattern di connettività funzionale a riposo. Il risultato è netto: la rete emerge con coerenza anche durante compiti non linguistici, con una topografia stabile nel tempo e identificabile con una scansione fMRI di soli 6-7 minuti. Il dato clinicamente più rilevante riguarda le implicazioni per lo studio dell’afasia — la perdita o compromissione del linguaggio che può seguire a ictus, traumi cranici o lesioni cerebrali focali. La possibilità di identificare la rete linguistica individuale di un paziente anche senza richiedere la produzione attiva del linguaggio apre una prospettiva nuova: mappare l’organizzazione prelesionale del tessuto ancora intatto per inferire come erano organizzate le aree danneggiate, comprendere meglio le cause della perdita linguistica e orientare con maggiore precisione i percorsi di riabilitazione. Un passo verso una neurologia del linguaggio che smette di cercare la mappa comune e impara a leggere quella di ciascun paziente. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00