Roma, 29 luglio 2026 (Agenbio) L’Italia si appresta a vivere una delle fasi meteo-climatiche più acute della stagione. È ufficialmente iniziata la quarta ondata di calore provocata da un potente anticiclone africano: un’escalation termica che durerà almeno una decina di giorni, con la tregua stimata non prima del 12-13 agosto, rischiando di prolungarsi fino a Ferragosto. I dati del bollettino del Ministero della Salute e le analisi meteorologiche delineano uno scenario critico per la salute pubblica, con temperature dell’acqua dei mari che toccheranno i 28-30°C, progressiva aridità dei terreni e accelerazione dello scioglimento dei ghiacciai.
La mappa del rischio: 11 città in codice rosso
Il sistema di monitoraggio del Ministero della Salute, dislocato in 27 città italiane e coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia Ssr Regione Lazio, evidenzia un rapido peggioramento dell’indice di rischio:
- Mercoledì 29: Allerta massima (bollino rosso) a Campobasso, con 16 città in giallo e 10 in arancione. Primi temporali isolati solo su Alpi e Sicilia.
- Giovedì 30: I bollini rossi salgono a 3 (si aggiungono Perugia e Rieti), mentre ben 16 città passano in arancione.
- Venerdì 31: Scatta la massima allerta (bollino rosso) per 11 città: Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. Al Centro le temperature toccheranno i 39-40°C all’ombra.
- Contrasto alla disidratazione: Bere acqua regolarmente (almeno 2 litri al giorno) per compensare la perdita di elettroliti con la sudorazione, prevenendo l’emoconcentrazione.
- Nutrizione e termoregolazione: Promuovere il consumo di cibi freschi, frutta e verdura di stagione ricchi di antiossidanti e minerali. Limitare pasti iperproteici, grassi saturi, zuccheri semplici e bevande alcoliche, che aumentano la termogenesi metabolica indotta dalla dieta.
- Monitoraggio dei soggetti fragili: Riservare massima attenzione ad anziani, bambini e soggetti affetti da patologie croniche, i cui meccanismi di sudorazione e percezione della sete sono fisiologicamente meno efficienti.
- Gestione delle uscite: Evitare l’esposizione diretta e l’attività fisica all’aperto nelle ore centrali della giornata (dalle 11:00 alle 18:00), sfruttando come uniche valvole di sfogo i temporali pomeridiani localizzati prevalentemente sui rilievi alpini. (Agenbio)




