Malnutrizione nei pazienti oncologici: fino al 60% è a rischio

Roma, 21 luglio 2026 (Agenbio) – Tra i pazienti oncologici, la malnutrizione è una complicanza frequente, spesso sottovalutata e raramente affrontata con la stessa sistematicità riservata alla terapia farmacologica. Eppure, le sue conseguenze cliniche sono tutt’altro che marginali: in una quota rilevante di casi incide sulla possibilità di completare i trattamenti, sulla risposta alle terapie, sulla qualità di vita e sulla prognosi. È quanto emerge da un report presentato a Roma da Isheo, società di ricerca e consulenza in ambito sanitario. Il dato più eloquente non riguarda la prevalenza del problema, già nota, ma il divario tra la sua rilevanza clinica percepita e la risposta organizzativa che riceve: quasi la totalità degli oncologi considera lo stato nutrizionale determinante per valutare praticabilità e tollerabilità delle terapie, eppure la valutazione nutrizionale viene integrata nel programma di cura fin dalla diagnosi solo in una minoranza dei centri. Un paradosso che si traduce in conseguenze concrete: degenze più lunghe, maggiore incidenza di complicanze infettive e post-operatorie, e costi aggiuntivi significativi per il Servizio Sanitario Nazionale. La posizione degli esperti è unanime: la nutrizione clinica precoce non rappresenta un aspetto accessorio della cura oncologica, ma un fattore capace di incidere direttamente sulla traiettoria clinica del paziente. Lo screening nutrizionale dovrebbe essere effettuato già alla diagnosi e integrato in percorsi multidisciplinari strutturati, esattamente come accade per la stadiazione o per la pianificazione terapeutica. Un cambio di approccio che richiederebbe non tanto nuove risorse, quanto una diversa organizzazione dei percorsi di cura già esistenti. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00