D’Anna, “direzione opposta rispetto a politiche necessarie per rafforzare tutela ambiente”
“L’estensione dell’attività venatoria fino a un’ora dopo il tramonto per la caccia di selezione agli ungulati, agli acquatici e ai turdidi, insieme all’aumento dei giorni settimanali di caccia, rischia di compromettere la conservazione della biodiversità, l’equilibrio degli ecosistemi e la tutela delle specie selvatiche”.
È quanto sostiene il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei biologi (Fnob) Vincenzo D’Anna riguardo il disegno di legge, recentemente approvato dal Senato, che modifica la legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica e la disciplina dell’attività venatoria.
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RASSEGNA STAMPA
DL CACCIA: D’ANNA (FNOB), ‘BIOLOGI CONTRARI, METTE A RISCHIO BIODIVERSITA’ ED ECOSISTEMI’ =
ADN0549 7 POL 0 ADN POL NAZ DL CACCIA: D’ANNA (FNOB), ‘BIOLOGI CONTRARI, METTE A RISCHIO BIODIVERSITA’ ED ECOSISTEMI’ = ‘Il ministero competente continua a non coinvolgere adeguatamente noi e le altre professioni impegnate nella tutela dell’ambiente’ Roma, 6 lug. (Adnkronos Salute) – La Federazione Nazionale degli Ordini dei BIOLOGI (Fnob) esprime forte preoccupazione per il disegno di legge, recentemente approvato dal Senato, che modifica la legge n. 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica e la disciplina dell’attività venatoria. “L’estensione dell’attività venatoria fino a un’ora dopo il tramonto per la caccia di selezione agli ungulati, agli acquatici e ai turdidi, insieme all’aumento dei giorni settimanali di caccia, rischia di compromettere la conservazione della biodiversità, l’equilibrio degli ecosistemi e la tutela delle specie selvatiche”, afferma il presidente della Fnob, Vincenzo D’Anna, aggiungendo che “si tratta di un’impostazione che va nella direzione opposta rispetto alle politiche necessarie per rafforzare la tutela dell’ambiente”. Da tempo, inoltre, registriamo una progressiva marginalizzazione delle competenze dei BIOLOGI nelle scelte che riguardano la protezione del patrimonio naturale”. “Il tema ambientale – prosegue D’Anna – appare sempre più subordinato alle esigenze della transizione energetica, pur rappresentando un pilastro delle politiche di prevenzione e salute pubblica. Il Ministero competente continua a non coinvolgere adeguatamente i BIOLOGI e le altre professioni impegnate nella tutela dell’ambiente, privilegiando interlocuzioni con categorie tecniche operanti prevalentemente nel comparto energetico. Una scelta che rischia di indebolire le attività di monitoraggio, prevenzione e salvaguardia della flora, della fauna e dei rispettivi habitat”. “La comunità scientifica non può ignorare quanto ormai dimostrato dall’approccio One Health: la salute dell’uomo, degli animali e degli ecosistemi è strettamente interconnessa. Anche gli studi sull’epigenetica evidenziano come il degrado ambientale possa incidere profondamente sul benessere delle popolazioni. Rivolgiamo quindi un appello al decisore politico affinché ogni intervento normativo in materia venatoria sia valutato alla luce delle evidenze scientifiche e degli equilibri ecologici che siamo chiamati a preservare”, conclude il presidente della Fnob. (Red-Sal/Adnkronos Salute) ISSN 2465 – 1222 06-LUG-26 14:42 NNNN




