Roma, 3 luglio 2026 (Agenbio) – L’uso di integratori alimentari e rimedi erboristici è in costante crescita a livello globale e con esso aumenta il numero di casi di danno epatico ad essi correlato.
Secondo i dati del Drug-Induced Liver Injury Network (DILIN), il network statunitense di sorveglianza sulla tossicità epatica da farmaci, questi prodotti sono oggi responsabili del 20% di tutti i casi di epatotossicità registrati — una quota in crescita significativa nell’arco degli ultimi tre decenni. Il tema è al centro di una review pubblicata nel 2025 su Liver International, che fa il punto sulle sfide diagnostiche, regolatorie e cliniche legate a questo fenomeno.
Tra i prodotti più frequentemente implicati figurano gli steroidi anabolizzanti commercializzati come integratori per il fitness, l’estratto di tè verde, la garcinia cambogia, il kratom, l’ashwagandha, la curcuma e i cosiddetti multi-ingredient nutritional supplements — integratori a composizione multipla in cui l’identificazione del componente responsabile del danno risulta spesso impossibile o solo ipotizzabile. Il profilo di tossicità varia a seconda della sostanza: gli steroidi anabolizzanti inducono tipicamente una colestasi prolungata, ma tendenzialmente autolimitante; l’estratto di tè verde e molti altri prodotti producono invece un quadro simile all’epatite acuta.
Una delle criticità più rilevanti riguarda il quadro regolatorio: a differenza dei farmaci, gli integratori non sono soggetti a procedure di autorizzazione preventiva che ne certifichino sicurezza ed efficacia, e la loro composizione non è sempre verificabile. Il database LiverTox, sviluppato e mantenuto dai National Institutes of Health, rappresenta oggi uno degli strumenti più utili per orientare i clinici: censisce oltre 1.400 sostanze, di cui 151 integratori erboristici e alimentari, classificandone il potenziale epatotossico. Una risorsa preziosa in un contesto in cui la diagnosi rimane difficile, i trattamenti specifici sono assenti e la prevenzione passa ancora principalmente dall’informazione del paziente. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00




