Salute mentale e nuovo Piano Sanitario Nazionale: Schillaci annuncia fondi strutturali. Il ruolo dei biologi nella prevenzione territoriale

Roma, 10 giugno 2026 (Agenbio) – Un cambio di passo atteso da quindici anni. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato la chiusura entro l’estate del nuovo Piano Sanitario Nazionale (PSN), uno strumento di programmazione fondamentale che mancava in Italia dal 2008. L’annuncio è arrivato a Palazzo Madama durante la presentazione del Piano di Azione nazionale per la salute mentale 2025-2030, un comparto che beneficerà finalmente di risorse fresche, strutturali e vincolate.

Fondi vincolati e stop alle risorse “a pioggia”. A differenza delle precedenti pianificazioni, il nuovo schema per la salute mentale rompe il vincolo dell’invarianza finanziaria. Il ministro ha confermato di aver firmato il decreto di riparto – attualmente al vaglio del MEF e prossimo al passaggio in Conferenza Stato-Regioni – che introduce un finanziamento aggiuntivo progressivo: 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028 e 30 milioni di euro a partire dal 2029, erogati in modo strutturale. Schillaci ha tenuto a precisare che non si tratterà di “fondi a pioggia”. L’assegnazione delle risorse alle singole Regioni sarà infatti subordinata e vincolata al raggiungimento di obiettivi prioritari focalizzati sulla prevenzione e sull’assistenza. Una risposta netta, “dati alla mano”, anche alle recenti critiche sollevate da alcuni fatti di cronaca.

Il ruolo centrale dei biologi nella sanità del futuro. La salute mentale e il benessere psicofisico richiedono un approccio multidisciplinare in cui i Biologi – professionisti sanitari ex lege 3/2018 – rivestono un ruolo cardine. Dalla biochimica del sistema nervoso allo studio dell’asse intestino-cervello (microbioma), fino alla genetica, alla citogenetica e alla nutrizione clinica applicata ai disturbi del comportamento alimentare, l’apporto scientifico del biologo è fondamentale sia in fase diagnostica che nei percorsi di prevenzione primaria e secondaria all’interno dei team multidisciplinari.

Verso una medicina territoriale e integrata. La svolta verso fondi vincolati a obiettivi di salute si inserisce perfettamente nel macro-progetto di riorganizzazione della medicina territoriale (anche attraverso le Case di Comunità previste dal PNRR). Da tempo la FNOB ribadisce la necessità di integrare pienamente la figura del biologo nei servizi sanitari territoriali e nei dipartimenti di salute mentale, garantendo ai cittadini un’assistenza di prossimità che sia predittiva, personalizzata e basata sulle più recenti evidenze scientifiche. La Federazione seguirà con attenzione i prossimi step del MEF e della Conferenza Stato-Regioni, auspicando che i decreti attuativi valorizzino le competenze di tutte le professioni sanitarie per garantire il diritto alla salute protetto dalla nostra Costituzione. (Agenbio)