TARANTO – Un intervento appassionato e programmatico quello del Presidente della FNOB, Vincenzo D’Anna, che a Taranto, in occasione della firma del protocollo d’intesa per la realizzazione di una scuola permanente per la Citizen Scienze ed Educazione alla sostenibilità, ha delineato la visione strategica della Fnob per una professione moderna, competitiva e riconosciuta. Al centro del suo discorso, un cambio di paradigma fondamentale: superare la logica dei titoli accademici per abbracciare quella del “saper fare”, supportando i biologi con strumenti concreti, formazione specialistica e una decisa azione di tutela a livello istituzionale.
La Rivoluzione del “Saper Fare”
“Per anni ho chiesto ai colleghi in cerca di lavoro non quanti master avessero, ma ‘che sai fare?'”, ha esordito il Presidente D’Anna, sottolineando come il valore di un professionista risieda nelle sue competenze pratiche. È su questa filosofia che la Fnob ha fondato la sua nuova strategia formativa, con l’obiettivo di fornire ai biologi i rudimenti indispensabili per intraprendere “una strada fatta di concretezza”.
Una Strategia Concreta: Le Scuole di Specializzazione
Questa visione si sta già traducendo in azioni tangibili attraverso la Fondazione Italiana Biologi, con l’apertura di scuole di alta specializzazione in settori strategici e ad alta richiesta:
Biologia Marina; Proprio a Taranto è stato siglato un protocollo per avviare una scuola che, in dieci anni, formerà circa 300 esperti pronti a operare in parchi e riserve marine.
Genetica e Genomica: È già al suo secondo anno la scuola di Roma.
Bioinformatica: Di prossima apertura a Firenze, per colmare una grave lacuna nazionale. “In un’azienda ho trovato bioinformatici iraniani, colombiani e indonesiani. Dobbiamo formare i nostri talenti”, ha affermato il Presidente D’Anna.
Nutrizione e Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): Sono in fase di avvio nuove scuole a Milano e Roma.
Bio-restauro: Già attiva presso la Reggia di Caserta, per la tutela del nostro immenso patrimonio artistico.
La Battaglia per le Competenze: Riforma e Tutele
Sul fronte normativo, il Presidente ha illustrato l’importanza cruciale del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR), attualmente presso la Presidenza del Consiglio, che mira a rifondare la professione aggiornando una legge istitutiva del 1967, quando discipline come la nutrizione, la genetica o la biologia ambientale non esistevano.
Le Sfide da Affrontare: Apatia Interna e Rischi di Mercato
Il Presidente ha messo in guardia la categoria da due pericoli principali. Il primo, interno, è l’apatia di circa il 55% degli iscritti, che non segue le comunicazioni ufficiali, trasformando la quota di iscrizione in una mera “tassa” e vanificando gli sforzi di tutela e informazione.
Il secondo, esterno, riguarda i piccoli laboratori di analisi, minacciati dalla nuova legge sugli appalti in vigore dal 31 dicembre, che rischia di favorire i grandi gruppi industriali. “L’unica soluzione è organizzarsi in consorzi e federazioni per poter competere”, è stato il monito del Presidente.
Un Appello all’Unità: “Da soli non si va da nessuna parte”
L’intervento si è concluso con un forte appello all’unità. “Siamo 55.000 contro categorie che contano centinaia di migliaia di professionisti. Io sono Davide e gli altri sono Golia, ma ho bisogno di un esercito dietro di me”. Il Presidente ha esortato i biologi a superare le divisioni interne tra nutrizionisti, laboratoristi o ambientalisti, perché solo una categoria unita e partecipe può consolidare le conquiste ottenute e vincere le battaglie future. “Il titolo di biologo si conquista con la disponibilità e lo spirito di sacrificio. La Fnob è il carabiniere che vi accompagna in una strada buia: stategli vicino”.




