Roma, 25 maggio 2026 (Agenbio) – C’è un sintomo del Parkinson che per anni è rimasto sullo sfondo della ricerca e che oggi potrebbe invece offrire nuove indicazioni sulla malattia: la rigidità muscolare. A rilanciarne l’importanza è uno studio coordinato dalla Sapienza di Roma insieme a ricercatori europei e statunitensi. Il lavoro, pubblicato su Brain, mette insieme le principali ricerche svolte finora e prova a fare ordine su un tema ancora poco definito. Gli studiosi hanno esaminato il modo in cui la rigidità viene valutata nei pazienti, i limiti delle visite tradizionali e le possibilità offerte da strumenti più avanzati, capaci di raccogliere dati meno soggettivi. Resta centrale il ruolo della dopamina, la sostanza che nel Parkinson diminuisce progressivamente alterando il controllo dei movimenti. Ma secondo i ricercatori non è ancora chiaro in che modo questo deficit provochi la rigidità dei muscoli. Proprio per questo si stanno studiando nuovi indicatori neurofisiologici che, in futuro, potrebbero aiutare sia nella diagnosi sia nella scelta di trattamenti più adatti ai singoli pazienti. (Agenbio) Des 13:00




