Così avviene il passaggio da tumore benigno a maligno   

Roma, 12 maggio 2026 (Agenbio) – Il passaggio da un tumore benigno a uno maligno non avviene dall’oggi al domani, ma è il risultato di un equilibrio che si rompe all’interno delle cellule e del tessuto che le circonda. Uno studio recente sul tumore del pancreas, pubblicato sulla rivista Cell, ha analizzato le prime fasi della trasformazione tumorale e ha scoperto alcune cose interessanti. I ricercatori hanno trovato un gruppo di cellule che sono come in una fase intermedia, simili a progenitori, in cui coesistono segnali opposti: da un lato, quelli che spingono verso la crescita del tumore, e dall’altro, quelli che cercano di bloccarla, come i programmi controllati dai geni oncosoppressori, come il gene p53. Queste cellule rappresentano un punto critico, perché non sono ancora completamente tumorali, ma hanno già caratteristiche che le rendono molto plastiche e capaci di evolversi. Intorno a queste cellule, si forma gradualmente un microambiente favorevole al tumore, una sorta di nicchia che cambia nel tempo e coinvolge cellule immunitarie e di supporto, creando condizioni ideali per la crescita e la diffusione del cancro. Un ruolo importante in questo processo è giocato dall’equilibrio tra due fattori: da una parte, il gene KRAS, che promuove la sopravvivenza e la persistenza di queste cellule anomale, e dall’altra, il gene p53, che invece tende a limitarle e a riportare il tessuto verso una condizione normale. Quando il gene p53 viene perso o inattivato, questo equilibrio si rompe: le cellule progenitrici si espandono, acquisiscono maggiore capacità di trasformazione e favoriscono la creazione di un ambiente protetto per il tumore. Al contrario, se si interviene su questi meccanismi, ad esempio bloccando temporaneamente il gene KRAS, si può ridurre la quantità di queste cellule e rallentare l’avvio della fase maligna, suggerendo che esiste una finestra di tempo precoce in cui il tumore potrebbe essere ancora intercettato. In sintesi, questo studio mostra che la progressione del cancro non dipende solo dalle mutazioni genetiche, ma anche dalla capacità delle cellule di modificare il proprio stato e l’ambiente circostante, aprendo la strada a strategie per fermare la malattia prima che diventi aggressiva. (Agenbio) Emanuela Birra 9:00