Artemis II, lo spettacolo della Terra incanta l’equipaggio: “Siamo incollati ai finestrini”. Lunedì il sorvolo della luna

Roma, 3 aprile 2026 (Agenbio) – La missione Artemis II sta scrivendo una nuova pagina della storia spaziale, ma non senza qualche imprevisto “terrestre”. Mentre l’equipaggio a bordo della capsula Orion (ribattezzata Integrity) si gode una vista mozzafiato, deve fare i conti con piccoli guasti tecnici che rendono la vita nello spazio profondo una sfida quotidiana.
L’astronauta canadese Jeremy Hansen, primo non americano a spingersi verso l’orbita lunare, ha descritto con emozione il panorama durante una comunicazione con il centro di controllo NASA: “Stiamo ammirando una vista meravigliosa del lato al buio della Terra, illuminato dalla Luna. È fenomenale”. L’entusiasmo è tale che l’equipaggio, composto anche dal comandante Reid Wiseman, dal pilota Victor Glover e dalla specialista Christina Koch, ha persino saltato il pranzo per non staccarsi dai finestrini e continuare a scattare foto.
Hansen ha inoltre confermato che la manovra di inserzione nella traiettoria translunare (TLI) è stata un successo, proiettando ufficialmente la navetta verso la Luna.
Artemis II è la prima missione con equipaggio umano a superare l’orbita terrestre bassa dai tempi dell’Apollo 17 (1972). Con una traiettoria a forma di “otto”, la navetta Orion sorvolerà il lato lontano della Luna, spingendosi a una distanza dalla Terra mai raggiunta prima da esseri umani. Questa missione è fondamentale per testare i sistemi di supporto vitale in vista del futuro allunaggio previsto con Artemis III. La capsula Orion sta ora viaggiando a velocità di fuga verso il nostro satellite. Se la tabella di marcia sarà rispettata, l’equipaggio raggiungerà la Luna lunedì 6 aprile 2026.
Durante questa giornata storica, gli astronauti effettueranno un sorvolo ravvicinato (flyby) a circa 10.000 chilometri dalla superficie lunare, spingendosi oltre il lato nascosto. In quel momento, la missione Artemis II stabilirà un nuovo record, portando l’essere umano alla massima distanza dalla Terra mai raggiunta nella storia, superando il primato stabilito dall’Apollo 13 nel 1970. È importante ricordare che Artemis II è una missione di test “human-rated”: la capsula Orion non scenderà sulla superficie, ma effettuerà una traiettoria di ritorno libero. Lunedì 6 aprile, gli astronauti voleranno attorno alla faccia nascosta della Luna, sfruttando la gravità del satellite per farsi “fiondare” nuovamente verso la Terra.
Nonostante l’entusiasmo per il panorama, i primi giorni di volo hanno messo alla prova la resilienza del team con alcuni inconvenienti pratici:
Il caso “Outlook”: un bug del software di posta elettronica ha temporaneamente isolato gli astronauti dalle comunicazioni non critiche con le famiglie e dalla gestione dell’agenda di lavoro digitale. I tecnici a terra stanno lavorando a una patch per ripristinare la sincronizzazione dei dati.
Gestione dei rifiuti: Si sono verificati piccoli malfunzionamenti al sistema di gestione dei rifiuti organici (il bagno spaziale UWMS). L’equipaggio ha dovuto eseguire procedure di manutenzione straordinaria per garantire la funzionalità del sistema per il resto dei 10 giorni di missione.
Nonostante questi intoppi, il morale resta altissimo. Come sottolineato da Hansen, la bellezza della Terra vista dallo spazio profondo ripaga ogni sforzo logistico. La missione si concluderà il 10 aprile con uno splashdown programmato nell’Oceano Pacifico. Artemis IV (inizio 2028): Sarà la missione del vero allunaggio. Due astronauti scenderanno vicino al Polo Sud lunare utilizzando un lander commerciale, mentre gli altri due rimarranno in orbita sulla Orion. (Agenbio)